Cerca

Oro blu

Acqua: l'Italia ha quella più buona, ma la compra in bottiglia e spende 2,3 miliardi di euro

Acqua: l'Italia ha quella più buona, ma la compra in bottiglia e spende 2,3 miliardi di euro

Il nostro è il Paese più ricco d’acqua dell’Europa meridionale, ma nonostante l’elevata disponibilità naturale, e la buona qualità delle sue risorse idriche, è anche uno dei più importanti consumatori mondiali di acqua in bottiglia: 192 litri l’anno a testa. Un record che vede l’Italia in testa alla classifica europea e terza nel mondo dopo Emirati Arabi e Messico. Per quel che riguarda l’acqua in bottiglia si stima che ogni anno nel nostro Paese si imbottiglino circa 12,5 miliardi di litri d’acqua che utilizzano 300 delle 700 sorgenti presenti sul territorio nazionale. Un business da 2,3 miliardi di euro. Nel comparto italiano risultano attive circa 170 aziende di imbottigliamento e 8mila addetti a cui si sommano gli occupati nell’indotto, circa 40mila posti di lavoro. A queste se ne affiancano altre molto più grandi che controllano la gran parte del mercato: i primi 7 gruppi si spartiscono una quota pari al 72% del totale. Della quantità complessiva imbottigliata in Italia, un miliardo di litri varca i confini nazionali per un valore complessivo dell’export di circa 400 milioni di euro. Francia Germania, Gran Bretagna e Canada sono i mercati in cui l’acqua italiana è meglio piazzata.

Rubinetto o in bottiglia? - "Sono due tipologie diverse - ha spiegato all’Adnkronos Alessandro Zanasi, presidente del comitato scientifico del convegno Aquitaly - in Italia fortunatamente l’acqua del rubinetto è di ottima qualità così come quella minerale. La prima serve per tantissimi usi, quella minerale va considerata una bibita e ha proprietà salutistiche che bisogna conoscere, insieme alla composizione, per sfruttarle a pieno". Detto questo, in Italia non c’è che l’imbarazzo della scelta. A partire dalle acque minerali: ogni consumatore, imparando a leggere l’etichetta, può cercare tra quelle presenti sul mercato l’acqua più adatta alle proprie esigenze. Si va dalle acque minimamente mineralizzate alle oligominerali, passando per le mediominerali fino alle acque ricche in sali minerali. A fare la differenza è il "residuo fisso" (R.F.), il più noto indice classificativo delle acque minerali, che fornisce il contenuto totale di sali minerali disciolti in un litro d’acqua. È bene specificare che il residuo fisso non determina la qualità di un’acqua, ma è uno strumento indispensabile per scegliere l’acqua più adatta alle diverse esigenze.

L'acqua del sindaco - In Italia nella maggior parte delle città l'acqua del rubinetto è ottima, oltre ad essere sempre disponibile ed economica. Salvo situazioni particolari, l’acqua erogata dal rubinetto viene sottoposta per legge a controlli più severi e costanti rispetto alle acque minerali. Inoltre ha in genere un sapore gradevole, ed è indubbiamente più ecologica. A Roma, ad esempio, l’acqua "del sindaco" può a tutti gli effetti essere considerata un’oligominerale: con un bassissimo contenuto di sodio (6,4 milligrammi per litro) è ideale per il consumo quotidiano. Recentemente in Italia poi, sono state costruite 500 casette dell’acqua, liscia o frizzante e refrigerata, la cui caratteristica principale è naturalmente la potabilità. Premesso poi che l’acqua distribuita dalle reti degli acquedotti pubblici o privati deve essere potabile e che l’azienda distributrice deve assicurare tale caratteristica, la presenza di alcune alterazioni organolettiche, che non influiscono sulle potabilità, possono essere ovviate con un ulteriore trattamento al rubinetto.

Minerale a casa - Si sono così diffusi, in epoca recente, dispositivi di uso domestico, applicabili anche negli esercizi pubblici, atti a modificare alcune caratteristiche: addolcitori a scambio ionico, filtri meccanici, dosatori di reagenti chimici, filtri a carbone attivo, caraffe e contenitori vari da portare sulle tavole (anche di bar e ristoranti), e per i quali il ministero della Salute ha emanato un regolamento. Le acque idonee al consumo umano non preconfezionate, somministrate negli esercizi pubblici, devono riportare, se trattate, la specifica denominazione "acqua potabile trattata o acqua potabile trattata o gassata". Indicazioni che dovrebbero essere obbligatoriamente indicate nei menù e sulle caraffe. Non è quindi consentito somministrare in modo ingannevole al consumatore acqua di rubinetto trattata, in luogo di quella preconfezionata richiesta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lopri

    27 Febbraio 2015 - 17:05

    Acqua qui,acqua la'.....a Como si prende dal lago..,nel milanese si è sceso nella falda fino ad avere % di sabbia favorevoli ai propri reni,due note marche vendono ben 1 grammo e più di sabbietta al litro spacciandola per ottima, nel napoletano le basi USA sconsigliano assolutamente l'uso di quella idrica' e,dulcis in fundo, i livelli di soglia sono stati ALZATI per legge BEN 10 volte! Pulitzer...

    Report

    Rispondi

  • gigi0000

    27 Febbraio 2015 - 16:04

    E' vero, c'è l'acqua buona, soprattutto al Nord, ma poi sono arrivati gl'mpiegati comunali terroni, i sindaci terroni, idraulici comunali terroni, gestori dell'acquedotto altrettanto terroni e alle ASL schiere di terroni. Risultati: l'acqua non è più buona, nemmeno quella di sorgente che tutti vengono a prendere anche da lontano. Mettiamo cloratori in ogni bacino e facciamo bere candeggina.

    Report

    Rispondi

  • filen

    filen

    27 Febbraio 2015 - 15:03

    Concordo l analisi pienamente qua nel nord est abbiamo del acqua molto buona e mi vien da ridere vedere una marea di rincoglioniti al supermercato che vanno a comprare pacchi di bottiglie senza guardare bene da dove proviene ed è imbottigliata mentre non si rendono conto di avere l oro in casa

    Report

    Rispondi

  • alfa553

    27 Febbraio 2015 - 15:03

    Certo ti pareva che anche l'acqua italiana e la più buona del modo, come le sardine,il sale e altre menate del genere,e tutto il mondo si astuzia dietro alle mischiate di chi ci crede e di chi scrive.

    Report

    Rispondi

blog