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L'uomo giusto

L'ex sospettato Unabomber Andrea Agostinis pronto a trattare per una tregua con il Califfo

Abu Bakr al-Baghdadi

C'è un docente italiano pronto a fare da mediatore per fermare l'avanzata dell'Isis in Italia e in Europa. Niente a che vedere con i più blasonati professoroni, candidati in pectore per volare in Libia su mandato internazionale come Romano Prodi o Massimo D'Alema, a vantare un solido rapporto di amicizia con il Califfo Abu Backr al Baghadi è il prof. Andrea Agostinis, insegnante 57enne dell'istituto aeronautico A. Malignani di Udine. "Tutti gli italiani che possono fare qualcosa per salvare le vite umane, devono attivarsi ha detto Papa Francesco. Io ho conosciuto il Califfo anni fa e, anche se non sono un capo di Governo,  farò tutto il possibile per mettere pace tra il popolo giordano e il mondo islamico, lo farò. E' mio interesse fare di tutto per poter evitare che degli inncenti paghino". 

Nel mirino - Agostinis ha un passato tutto da raccontare, a cominciare dalle vicende più recenti che lo hanno fatto salire agli onori delle cronache nel 1996 perché sospettato per tre anni di essere l'autore dell'esplosione di due ordigni a Lignano Sabbiadoro, era l'inchiesta su Unabomber. Quasi dieci anni prima, nel 1987, il prof frequentava l'ambasciata dell'Iraq a Roma, là ha conosciuto il Califfo, all'epoca curioso studente arabo di 25 anni, con il quale ha scritto anche un libro, dice al Tempo.

Le passeggiate sul lungotevere - Alla fine degli anni '80 i due hanno trascorso un paio di settimane insieme a Roma, nella sede diplomatica irachena. Secondo Agostinis, al Baghdadi era interessato a conoscere l'organizzazione della chiesa Cattolica ed era scandalizzato dagli scandali Ior e dalle voci sui casi di pedofilia. Insieme hanno scritto The imposed war per l'editore napoletano Rossi nel 1988: "È un libro a doppia firma di 60 pagine, scritti suoi che io ho curato. Rispettava pedissequamente le regole della sua fede, era molto religioso, determinato ed estremamente rigoroso". Passeggiando per la capitale, al giovane Califfo è bastato poco per capire come funzionavano le cose in Italia. Racconta Agostinis che non al Baghdadi non si spiegava perché un motociclista che aveva sfregiato un'automobile passandole accanto non fosse stato fermato: "Da noi lo avrebbero arrestato e dato trenta frustate". Lo choc non passava anche quando vedeva il pullulare di donne per strada che non avevano il velo: "Per lui - dice Agostinis - vivere in un mondo come il nostro er, ed è, inaccettabile". Chissà che già questo non basti come deterrente.

Linea calda - All'epoca è nata un'amicizia che non è mai tramontata: "Questi personaggi - continua misterioso il prof - non girano con il telefonino in tasca e non dormono nello stesso posto due notti di seguito". L'ultimo contatto tra i due c'è stato venti giorni fa, quindi il Califfo è ancora vivo secondo Agostinis e non è come lo descrivono: "Non è peggio di Castro o Khomeyini, non è un mostro". Sulle voci di una possibile morte del Califfo dopo l'attacco egiziano, Agostinis si infervora: "Me lo devono dimostrare come hanno fatto per Bin Laden. E in ogni caso lui ha anche dei sosia e ci sono almeno dieci successori pronti a prendere il suo posto".

La minaccia - Ci sarebbe una rete del terrore che organizza attacchi in sinergia, secondo il docente di Udine. Isis, Boko Haram e i libici ribelli di Tripoli se volessero potrebbero prendere il 70% della Libia se volessero, lo garantisce sempre Agostinis che però smorza i toni sui possibili attacchi terroristici in Italia: "Lo slogan 'Arriveremo a Roma' è solo uno spot pubblicitario: l'obiettivo è terrorizzare gli occidentali".

Il regalo anti-tagliagole - Ne sa a frotte il prof. Agostinis di terrorismo islamico, tanto da ricevere una chiamata dall'ambasciata Giordana in Italia per avere una copia del suo saggio a quattro mani con il Califfo: "È in corso una trattativa segreta per una tregua". Lui è pronto per fare da pacere: "Io sono disponibile se si tratta di trovare la pace e deporre le armi da ambo le parti". Di al Baghdadi conserva anche un regalo, non ha paura di fare una brutta fine: "Mi regalò un anello e una spilla con la mano della figlia di Maometto e mi disse di portarli sempre, così nessuno mi avrebbe fatto del male. In caso dovessi andre laggiù, spero che mostrandoli riuscirò ad evitare che mi taglino la testa...!"

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Commenti all'articolo

  • gabbiani.mamo.massimo

    10 Agosto 2015 - 17:05

    Agostinis e andato in siria x farsi sgozzare dopo che stato rapinato della batteria dello scotter e mandato ingistamente in galera lo stesso gabbiani..Buffone,restituiscii 65000.

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  • gabbiani.mamo.massimo

    09 Marzo 2015 - 03:03

    E voi credete a un truffatore e caluniatore ma xfavore

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  • gabbiani.mamo.massimo

    05 Marzo 2015 - 15:03

    andrea quando finirai di dir cazzate forse tornerai a insegnare

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  • gabbiani.mamo.massimo

    05 Marzo 2015 - 15:03

    agostinis lo conosco molto bene garantisco io

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