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L'imbeccata di Bechis

Scuola, il mancato ddl per fregare la minoranza dem

Scuola, il mancato ddl per fregare la minoranza dem

Molti l’hanno interpretata come una incomoprensibile giravolta, e in effetti sembrerebbe incomprensibile il comportamento tenuto da Matteo Renzi sul mancato decreto per la buona scuola. Migliaia di precari lasciati sulla strada, disegno di legge invece che decreto, le proteste di chi si attendeva il bonus per le scuole paritarie. Ma non si tratta di una retromarcia. L’apparente giravolta secondo fonti vicinissime al premier è solo una scelta strategica, adottata per sventare una trappola che stava preparandogli la minoranza del Pd.Era infatti proprio sulla scuola che si stava preparando lo sgambetto dei vari Stefano Fassina, Pippo Civati, dalemiani e bersaniani. Renzi l’ha capito durante la discussione tenuta a porte chiuse nella recente assemblea dei parlamentari al Nazareno. Su un argomento spendibile presso il proprio elettorato come quello dei finanziamenti alle scuole non statali, il Pd avrebbe tentato di mettere sotto il premier anche grazie all’appoggio del M5s, di Sel e di qualche anima liberal di Forza Italia. E’ a quel punto che Renzi ha studiato come sventare l’agguato.

Prima cosa: riscrivere il testo fatto arrivare in bozza dal ministro Stefania Giannini, in modo da legare indissolubilmente le assunzioni dei precari ai finanziamenti alla scuola paritaria: simul stabunt, simul cadent. Seconda cosa: usare il ddl invece del dl (Sergio Mattarella e il Quirinale non c’entrano nulla con questa scelta) per creare meno allarme nella minoranza Pd. La terza cosa se l’è dimenticata:avvisare la Giannini della svolta. Ma a questo ci ha pensato la vigilessa Antonella Manzione, che l’ha convocata a palazzo Chigi per comunicarle che quel testo veniva buttato via e riscritto da lei stessa (la Giannini che per Renzi conta meno della cyclette fatta portare a palazzo Chigi, ha deglutito e incassato il colpo). Quarta cosa, ma questa non è stata detta a nessuno ufficialmente, il premier attende la valanga di emendamenti che Forza Italia e M5 s presentareanno al testo. E a quel punto, fra poco più di un mesetto, prenderà il ddl e lo trasformerà in decreto su cui chiedere la fiducia.

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Commenti all'articolo

  • aifide

    05 Marzo 2015 - 18:06

    E sulla scuola cadrà! Ci libereremo finalmente di un personaggio che ha sbruffoneggiato a spese nostre per mesi e che sarà cacciato in malo modo, peggio di tutti i suoi predecessori. Questo dittatorucolo da strapazzo che ha in spegio parlamento, colleghi di governo ma soprattutto gli italiani che non vedono l'ora di averlo fra le mani....................

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    • bruno osti

      06 Marzo 2015 - 15:03

      non saranno certo i dipendenti Alitalia, Elettrolux, FIAT, Richard Ginori, ILVA; di Terni, Trieste e Termini Imerese; quelli dei Grandi Cantieri ripartiti, chi riceve gli 80 euro, mamme comprese; i 130.000 nuovi assunti indeterminati, i prossimi annunciati da FIAT e tutti quelli coinvolti dagli accordi, per 8 miliardi, con la Cina; tutti coloro già impiegati nelle ristrutturazioni scuole, ecc.ecc.

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  • allianz

    05 Marzo 2015 - 18:06

    fino a che la scuola rimane nelle mani della sinistra non sarà mai BUONA SCUOLA,ma scuola di merda.

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    • bruno osti

      06 Marzo 2015 - 15:03

      hai ragione: bisogna smetterla di chiedere a chi vince i concorsi, se ha la tessera del PD, così da scegliere a chi assegnare un posto; anzi, bisognerebbe vietare a chi ha la tessera PD di partecipare proprio

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  • arwen

    05 Marzo 2015 - 17:05

    La buona scuola, a prescindere tutto, è stata bocciata proprio dagli operatori scolastici. L'ennesima bufala renziana. Fare riforme solo per dire di aver fatto qualcosa è del tutto inutile.....

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