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Parla il benzinaio

Stacchio: "Non sparate in mio nome, non sono un modello da imitare"

Stacchio:  "Non sparate in mio nome, non sono un modello da imitare"

"No, non sono un eroe né un modello da imitare. Né tanto meno un simbolo". Graziano Stacchio, il benzinaio di Vicenza che ha ucciso un nomade durante una rapina, fa un appello: "La gente non deve sparare in mio nome, né in Veneto né in Sicilia. Solo l'idea mi fa paura". Intervistato da Paolo Berizzi per Repubblica, Stacchio spiega che il suo "è stato un atto di istinto, di disperazione". "Vorrei dire anche di umanità", precisa, "perché quella ragazza dentro la gioielleria era sotto scacco di cinque banditi armati di mitra. La volta prima era stata addirittura sequestrata. Quando quel rapinatore mi ha puntato l' arma addosso, ho mirato. Stando attento a non fare andare in giro colpi. Se i suoi complici l' avessero lasciato lì gli avrei messo subito un laccio emostatico, avrei provato a salvarlo. Ambulanza e via. Lo giuro sui miei figli e nipoti. La vita vale più di tutto".

Solidarietà - Da quanto è successo il fattaccio, era il 3 febbraio scorso, Stacchio ha ricevuto molta solidarietà, anche dagli immigrati, "Africani, albanesi, gente per bene che abita qui ed è venuta a darmi una pacca sulla spalla". "Poi ci si è messa di mezzo la politica", aggiunge il benzinaio spiegando che la solidarietà dei politici non lo disturba, "ma se sono chiacchiere", puntualizza, "non servono a niente. Il problema sicurezza va affrontato con serietà, rigore, buon senso. Senza demagogia e isterismi". E ancora: "La sicurezza è un tema che non ha colori. Dovrebbe essere di tutti, di destra di sinistra e di centro. Le persone che ho sentito più vicine sono quelle comuni e gli alpini della mia associazione. Poi certo: se anche i politici mi esprimono solidarietà fa piacere. Solo della sinistra non si è fatto vivo nessuno".


Armi - Stacchio conclude l'intervista spiegando che il suo "è stato un gesto disperato di difesa e autodifesa, non di offesa. Non sono un tipo violento, lo sanno tutti. Anni fa, dopo la seconda rapina (ne ha subite tre), un maresciallo dei carabinieri mi ha consigliato di comprare una pistola. Ho preso una 38 special Sauer, tedesca. Dopo tre mesi l'ho venduta. Troppo pericolosa. Spari e il colpo va. Non ha la precisione di mira che ha il fucile. Vado a caccia, ho il porto d'armi da quando ero giovane. Ma delle armi non me ne frega niente".

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Commenti all'articolo

  • Lucas1963

    07 Marzo 2015 - 09:09

    Stacchio smettila di autoflagellarti! Ma cosa sei, un sadomasochista? Hai fatto bene a sparare! Non pensarci più, fosse per me ti erigerei un monumento in bronzo in tuo onore!

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  • routier

    06 Marzo 2015 - 17:05

    Non sono d'accordo con Stacchio. Se mi aggrediscono, mi difendo, e se ci scappa il morto, pazienza. Mica l'ho voluto io ! (alla faccia dei cacasotto buonisti)

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