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La svolta

Canone Rai, come non pagarlo (senza essere dei fuorilegge)

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto

Non pagare il canone Rai? Si può. Senza essere fuori legge. Se non ricevete il segnale di Viale Mazzini, infatti, potete essere esentati dalla gabella. Ovvio, direte voi. Non proprio, poiché a stabilirlo è stato il garante del contribuente del Friuli Venezia-Giulia, che ha replicato a un parere contrario della direzione torinese dell'Agenzia delle Entrate, incaricata della riscossione del tributo. La vicenda viene raccontata dal quotidiano Il Piccolo, che spiega come il pronunciamento del garante sia arrivato dopo un esposto del tributarista friulano Alessandro Perusin: dopo una variazione delle frequenze di trasmissione non riceveva più i canali Rai, che però si ostinava a chiedergli di saldare il conto. Il disservizio, spiega Perusin, riguarderebbe diversi cittadini tra le province di Udine e Pordenone. Persone che per ovviare al problema sono state costrette a pagare antennisti e interventi di adeguamento.

Botta e risposta - L'idea del tributarista per "rifarsi" delle spese, dunque, è stata quella di sospendere il pagamento del canone, e prima di farlo ha interpellato il garante regionale, Carlo Dalpelo, che ha chiesto un parere all'Agenzia delle entrate. Netta la risposta del Fisco, secondo il quale il canone è dovuto da chiunque possegga un apparecchio, a prescindere dal fatto che la ricezione sia possibile o meno. Una follia tutta italiana: pagare la Rai per non vederla neppure.

Ma il garante... - Una follia che è stata rilevata dal garante, che si è schierato contro l'Agenzia: "L'assunto dell'Agenzia delle entrate secondo cui il presupposto dell'obbligo tributario di corrispondere il canone di abbonamento radiotelevisivo risiede nella semplice detenzione di un apparecchio atto alla ricezione delle trasmissioni a prescindere dalla circostanza che non sia possibile, per carenza di segnali, ricevere i programmi della concessionaria del servizio pubblico non può essere condiviso", ha risposto Dapelo. Il garante si appella al principio "inademplenti non est adimplendum", secondo il quale una delle due parti di un contratto può non adempiere ai proprio obblighi se l'altra parte si rifiuta di adempiere alla propria. Una circostanza che, si ripete, appare ovvia (ma non in Italia...).

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Commenti all'articolo

  • bernardroby

    13 Aprile 2015 - 07:07

    La mamma dei Satanik e' sempre in cinta !

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  • andresboli

    04 Aprile 2015 - 18:06

    il solito articolone!!!

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  • Lucas1963

    04 Aprile 2015 - 17:05

    Quanta rabbia dover pagare per lo schifo che è diventata mamma rai al sol pensiero di dover mantenere i due "personaggi" che si vedono nella foto qui sopra mi viene il vomito prego e spero che il baraccone magna magna rai sparisca per sempre smettendo di RUBARE dalla tasca degli italiani.

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  • micael44

    07 Marzo 2015 - 17:05

    Il ragionamento della serva (senza offesa alla categoria): guardiamo decine e decine di canali senza pagare alcun canone , sorbendoci decine e decine di spot pubblicitari, perché solo guardando la Rai dobbiamo pagare il canone, sorbendoci la stessa dose di pubblicità? Risposta: perché la Rai svolge un servizio pubblico! Bene: le emittenti private non svolgono un servizio pubblico?

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    • fausta73

      04 Aprile 2015 - 16:04

      Abbiamo solo un'arma: non comprare i prodotti reclamizzati. Io lo faccio, anche perchè costano il doppio degli altri prodotti, pur essendo della stessa qualità.

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