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Matrimonio gay

Nozze gay, la decisione del Tar del Lazio: "Ministro e prefetto non possono annullare le trascrizioni"

Nozze gay, la decisione del Tar del Lazio: "Ministro e prefetto non possono annullare le trascrizioni"

Vince, per ora, la scappatoia di sposarsi all'estero per le coppie omosessuali che vogliono vedersi riconosciuto il matrimonio anche in Italia. La prima sezione del Tar del Lazio, infatti, ha accolto il ricorso di alcune coppie che si erano viste annullare la trascrizione nel registro delle Unioni civili del Comune di Roma dal prefetto della Capitale Giuseppe Pecoraro.

La vicenda - A ottobre 2014 il sindaco di Roma Ignazio Marino aveva trascritto nel registro dell'anagrafe le nozze celebrate all'estero di 16 coppie gay. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano protesto e sollecitò tutti i prefetti ad annullare gli atti dei sindaci che avessero imitato Marino.

La prima sentenza - I giudici amministrativi hanno quindi chiarito che: "L’attuale disciplina nazionale non consente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso e, conseguentemente, matrimoni del genere non sono trascrivibili nei registri dello stato civile". Rimane però valida la soluzione di andare in uno stato dove il matrimonio tra persone dello stesso sesso è riconosciuto, argomento sul quale, secondo il Tar, solo i giudici civili possono operare: "L’annullamento di trascrizioni - scrivono i giudici - nel registro dello stato civile di matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, celebrati all’estero, può essere disposto solo dall’Autorità giudiziaria ordinaria; il ministero dell’interno e le prefetture, quindi, non hanno il potere di intervenire direttamente, annullando le trascrizioni nel registro dello stato civile di matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, celebrati all’estero"

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Commenti all'articolo

  • kufu

    10 Marzo 2015 - 13:01

    Quindi significa che la competenza e il perimetro d'azione del Ministero degli Interni è solo quello dell'ordine pubblico. Il "giurista" Alfano lo sa?

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  • gigi0000

    10 Marzo 2015 - 08:08

    "I consigli comunali vengono sciolti quando compiono atti contrari alla Costituzione, per gravi e persistenti violazioni di legge e per gravi motivi di ordine pubblico." Quindi il prefetto, sebbene non autorizzato ad annullare la trascrizione, potrebbe comunque mandare a casa il sindaco e combriccola, chiedendo contemporaneamente al tribunale di annullare l'atto contrario a legge e Costituzione.

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  • sergiampy

    09 Marzo 2015 - 19:07

    Da tempo ormai in Italia governa la Magistratura

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  • giu190348

    09 Marzo 2015 - 18:06

    Ma i Comuni e i Sindaci eseguono o no le leggi dello Stato? Se la trascrizione vuol dire segnarlo su una lavagnetta va bene, ma se questi fatti hanno effetti civili lo Stato dovrebbe perseguire penalmente quelli che non si attengono alla normativa. Che poi tutto e sempre dipende dal TAR del Lazio mi fa inorridire. Ma chi sono, chi li ha eletti alla verità assoluta,come fa uno Stato a essere così?

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