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C'eravamo tanto amati

Mussolini, la dichiarazione d'amore di Hitler: "Se il solo amico che ho al mondo"

Mussolini, la dichiarazione d'amore di Hitler: "Se il solo amico che ho al mondo"

"Vi considero il mio migliore, e forse il solo amico che ho a questo mondo". Questo disse Hitler a Mussolini dopo l'attentato subito il 20 luglio del 1944 da cui si salvò per il rotto della cuffia. Un'amicizia "mostruosa" tra due personaggi altrettanto "mostruosi" che viene raccontata nel libro di Pierre Milza che uscirà a giorni per i tipi della Longanesi. Un rapporto durato dieci anni, dal giugno del 1934 al luglio del 1944 in cui il Duce, svela Mirella Serri che ha recensito "Mussolini e Hitler" per la Stampa, subì tutte le decisioni del Führer senza quasi mai obiettare. Da parte sua, Hitler, persino nei momenti in cui si manifestava tutta l'ignavia e l'incapacità del suo amico, per esempio nella fallimentare invasione della Grecia, lo lusingava e lo blandiva senza alcun risentimento. Dai documenti recuperati dallo studioso francese emerge che era il leader nazista a dettare l'agenda, il luogo e la durata delle discussioni: "Vengo considerato", osservava Mussolini, "un domestico che, al suono del campanello, non ha altra scelta che obbedire". Hitler però aveva un effetto antidepressivo, galvanizzante sul capo del fascismo. "Il Führer rovesciava addosso a Mussolini", scrive l' interprete Paul Otto Schmidt, "un diluvio di cifre sulle perdite, le riserve, l'artiglieria, le armi e l' aviazione… i grandi occhi scuri dell' italiano sembravano schizzare fuori dalle orbite". Sedotto da una valanga di notizie, Mussolini si faceva convincere.
All'inizio non era così. "Hitler ride quando Mussolini ride, si acciglia quando lui si acciglia… un vero spettacolo di mimetismo", scriveva l'ambasciatore francese a Berlino André-François Poncet. Ma poi tutto cambiò. "C' era il timore di ritrovarsi il Führer come avversario", osserva Milza, "e una sorta di sentimento mafioso dell' onore nel mantenere i patti".

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Commenti all'articolo

  • aranciacasa

    aranciacasa

    11 Marzo 2015 - 10:10

    Questa frase non è né segreta né sconosciuta. Era già stata citata in qualche libro di Bertoldi. Questa mania inutile per lo scoop pubblicitario a tutti i costi...

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  • Garrotato

    11 Marzo 2015 - 08:08

    Se Mussolini aveva paura di ritrovarsi Hitler come avversario, qualche ragione ce l'aveva. Ma che dire dei nostri dittatorelli attuali, che hanno paura di "farsi nemici" i quattro pezzenti drogati e sanguinari dell'ISIS?

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  • granchio714

    10 Marzo 2015 - 21:09

    Sappiate che quel "mostro"lo stiamo rimpiangendo in tanti.....io su tutti

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  • Gios78

    10 Marzo 2015 - 20:08

    Ci vorrebbero proprio in questo momento due "mostri" così a fare un poco di pulizia

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