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Stupro al centro sociale, 5 no global abusano di una ragazza

Stupro al centro sociale, 5 no global abusano di una ragazza

Una cosa è certa: se ci troviamo di fronte a dei compagni che sbagliano, stavolta hanno sbagliato di brutto. La Procura di Parma ha chiesto infatti di poter arrestare cinque attivisti della Rete Antifascista (associazione meglio nota con la sigla Raf) sulla base di un’accusa gravissima: violenza sessuale di gruppo. L’episodio risale al 2010: stando alla ricostruzione degli inquirenti, i cinque ragazzi, i quali hanno oggi fra i 24 e 29 anni e dunque all’epoca dei fatti erano già tutti maggiorenni, avrebbero abusato a turno, all’interno della sede parmigiana della Raf, di una ragazza che, allora, aveva compiuto da poco diciott’anni. Il pm titolare delle indagini ha richiesto per i cinque giovani la misura cautelare del carcere, ma il giudice per le indagini preliminari non l’ha concessa ritenendola non più necessaria a distanza di così tanto tempo da quando il reato sarebbe stato commesso. 

Quel che è sicuro è che la vittima non ha mai sporto denuncia, tant’è vero che la vicenda sembra essere emersa soltanto in seguito a una delazione anonima. Secondo quanto riferito ieri dal quotidiano La Gazzetta di Parma, i cinque indagati avrebbero infierito con particolare brutalità sulla ragazza (la quale era forse stata drogata a sua insaputa) al termine di una festa svoltasi nei locali della Raf: locali che la vittima era solita frequentare, il che autorizza a ritenere che conoscesse bene coloro che si sarebbero poi rivelati i suoi aguzzini. Quando il mattino dopo si è risvegliata, pur essendo pienamente consapevole di quanto capitatole, la giovane si sarebbe diretta verso la stazione ferroviaria per fare ritorno a casa propria, nel Mantovano.

Gli uomini del nucleo investigativo dei Carabinieri, una volta ricevuta la soffiata, hanno svolto le indagini in modo serrato, ricorrendo a interrogatori, perquisizioni e intercettazioni telefoniche. L’elemento che, a quanto pare, incastra i sospettati è un filmato girato con un cellulare in cui sarebbero state immortalate alcune fasi dello stupro.

«Confidiamo nella giustizia e ci auguriamo che la verità venga presto a galla, ma se dovesse essere confermato che i cinque ragazzi hanno abusato selvaggiamente di una ragazzina appena maggiorenne nei locali della cosiddetta Rete Antifascista di Parma, la pena dovrà essere esemplare», hanno affermato il segretario nazionale della Lega Nord Emilia, Fabio Ranieri, e il coordinatore del movimento giovani padani di Parma, Tommaso Fiazza.

Finora, invece, non sono giunte dichiarazioni da parte di nessun esponente del centrosinistra. Una prudenza anche giustificabile, visto che prossimamente dovrà essere celebrato un regolare processo, ma è indubbio che gli indizi, nella circostanza, oltre a essere numerosi appaiono decisamente solidi, per cui sarebbe opportuno che il mondo progressista iniziasse a fare i conti con l’eventualità che, in uno dei sempre molto celebrati centri sociali «rossi» del nostro Paese, sia stata esercitata una delle forme di violenza più infami: la violenza sessuale di un branco di maschi nei confronti di una giovane donna indifesa.

«È ora che anche la sinistra prenda una posizione», hanno proseguito Ranieri e Fiazza, «un conto è la battaglia ideologica, ben altre e differenti cose sono l’aggressione e lo stupro».
Dispiacerà a parecchi, ma è in effetti probabile che sia giunto il momento di procedere a un ulteriore aggiornamento dell’album di famiglia della sinistra. E quelle da inserire, purtroppo, non sono esattamente belle fotografie.

di Giuseppe Pollicelli

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Commenti all'articolo

  • ChiaraSinopoli

    01 Luglio 2015 - 14:02

    Ma stiamo scherzando????Denunciatelo!!!

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  • carlex

    16 Maggio 2015 - 05:05

    Licenziate questo giudice ...e condannatelo a subire uno stupro a sua volta!! Occhio per occhio dente per dente!!! Ma come ci si permette di Filosofare, questo mentecatto su un reato commesso nel 2010!! Sistema americano! Guardate un po' che fine ha fatto il Coglione Ceceno che ha messo la bomba a Boston..Sentenza Giusta PENA DI MORTE X INIEZIONE LETALE!! Impara giudice italiano e Vergognati !!

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  • etano

    16 Marzo 2015 - 10:10

    Ma cosa ci si doveva aspettare da un giudice pavido e codardo? Se li avesse rinviati a giudizio e certamente condannati sarebbero usciti subito. Allora il giudice e la sua famiglia sarebbero stati fatti oggetto di aggressioni verbali, fisiche e anche delittuose con l'appoggio e il favoreggiamento dei sinistravolti. Sono fatti così è insito nel loro marcio dna.

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  • l.interbartolo

    16 Marzo 2015 - 09:09

    bisogna mandare in quel centro il giudice metterlo a novanta gradi e scatenare i no global gay ce certamente ce ne sono e poi ..... lasciar perdere perche' in fin dei conti e' solo un giudice vecchio e peccaminoso

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