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Dopo l'attentato in Tunisia

Selvaggia Lucarelli attacca il sito della Farnesina "Viaggiare sicuri"

«Mia moglie non doveva essere lì. Noi turisti possiamo anche non sapere, ma chi organizza viaggi deve essere informato: come si fa ad andare a Tunisi il giorno in cui il parlamento approva una legge sul terrorismo?» ha dichiarato Lorenzo Barbero, marito di una delle italiane morte a Tunisi. E c’è da capirlo. Chi non cercherebbe un capro espiatoriodi fronte a una morte così barbara e assurda? Tuttavia, la frase del povero Berbero è rivelatoria: noi turisti possiamo anche non sapere. Come a dire: non sta a chi viaggia sapere dove si sta recando, ma a chi ci consente di viaggiare. Ed è grazie a questa beata superficialità di chi prima di partire si informa dettagliatamente sul menù della colazione continentale dell’albergo prescelto, ma in compenso crede che recarsi in un califfato significhi andare in un Paese in cui la musica der Califfo Califano va di brutto tipo Toto Cutugno in Russia, che poi molti connazionali si infilano in casini più o meno drammatici.

Non è il caso di Tunisi, naturalmente. È il caso di Greta e Vanessa, invece. In questa circostanza però, nessuno, a parte abbastanza comprensibilmente i parenti delle vittime, se la sente di dare dell’incauto al ministero degli Esteri o a Costa Crociere. Bisognerebbe ammettere con rassegnata lucidità che sul geoturismo ormai ci sono tante certezze quante ce ne sono sui cantieri di Expo 2015. Ovvero: nessuna. E sebbene il turista italiano medio si informi poco e male, va detto che pure a voler fare il turista responsabile e informato, il sito della Farnesina è lo specchio della confusione che regna nel mondo. Tra raccomandazioni che neanche ai bambini di 6 anni in gita al lago Trasimeno, allarmismi incomprensibili, cambi di registro da un giorno all’altro e bizzarre rassicurazioni, uno chiude quel sito e prenota 15 giorni a al- Raqqa. Provate ad andare nella sezione “Viaggiare sicuri” e capirete.

Partiamo proprio dalla Tunisia. Un mese fa, il 19 febbraio 2015, la Farnesina aveva rilasciato sul sito il seguente comunicato: «La Tunisia ha vissuto nella calma le tornate elettorali dell’autunno scorso. Si sta assistendo ad un graduale miglioramento delle condizioni di sicurezza nelle grandi città, favorito dalla ricomposizione del quadro politico tunisino a seguito della formazione di un Esecutivo condiviso tra le maggiori forze politiche del Paese.??Nell’ultimo anno le forze dell’ordine hanno peraltro messo a segno con successo un crescente numero di operazioni volte all’individuazione ed all’annientamento di cellule legate agli ambienti del terrorismo o dedite al traffico d’armi. Le forze di polizia mantengono un’ attenzione elevata…». Quindi per la Farnesina il quadro politico garantiva maggior sicurezza, le cellule terroristiche erano state annientate e la polizia era in allerta. Così in allerta che a proteggere il Bardo c’era in tutto una guardia armata.

Ma l’ultimo comunicato datato 19 marzo è ancora più eclatante: «Il 18 marzo si è verificato un attacco terroristico multiplo presso il Museo del Bardo a Tunisi. Si raccomanda ai connazionali di evitare le zone limitrofe al luogo dell’attentato e di seguire le indicazioni delle autorità di sicurezza locali e della propria agenzia di viaggio». Che detta in parole povere vuol dire: chiedete a Valtur che ne sa più di noi. Ma soprattutto: che vuol dire «evitate le zone limitrofe al luogo dell’attentato»? Improvvisamente l’isolato del Bardo è diventata una polveriera mentre tre isolati a sud Tunisi è più tranquilla di Orgosolo?

Passiamo all’Egitto. In questo caso l’ultimo comunicato è il seguente: «In considerazione del deterioramento della generale situazione di sicurezza registrato nel Paese, si rinnova la raccomandazione di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto in località diverse dai resorts situati a Sharm el-Sheik, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell’Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo. Ogni connazionale che si rechi in Egitto deve essere pienamente consapevole». Ora, non vorrei essere puntigliosa, ma se la Farnesina ci vuole consapevoli, va ricordato che l’attentato più sanguinoso della storia egiziana è avvenuto esattamente dove ci consiglia vivamente di andare, ovvero a Sharm. A causa di tre bombe ci furono una novantina di vittime tra cui molti occidentali e una bomba esplose proprio in uno dei raccomandatissimi resort. Se si aggiunge poi che l’Isis ha minacciato esplicitamente attentati a Sharm non più di quattro mesi fa, le raccomandazioni della Farnesina suonano discutibili.

E ora vediamo cosa dovete sapere se decidete di trascorrere le vostre vacanze in Iran. «Le condizioni generali di sicurezza per i viaggiatori che intendano visitare l’Iran sono buone, sia per effetto di un controllo capillare degli apparati statali che di un atteggiamento tradizionalmente accogliente nei confronti dei turisti occidentali e, in particolare, italiani, da parte della popolazione e degli operatori turistici locali…». Capito? Per la Farnesina l’Iran è sostanzialmente Rimini. Magari a Teheran vi fanno pure la piadina. E che l’accoglienza riservata ai turisti sia splendida sarà anche vero, ma è altrettanto vero che l’Iran è molto attivo sul fronte anti Isis e ha sostenuto militarmente l’Iraq e la Siria, per cui che si possa escludere un attentato anche lì mi pare piuttosto ottimistico. Tanto più che di attentati rivendicati da diversi gruppi armati, anche proprio a Teheran, ce ne sono stati pure recentemente con decine di vittime.
In compenso la Farnesina diventa prudentissima quando si parla di rischi ben più spaventosi dell’Isis. Si clicca su “Federazione russa” e appare il seguente messaggio allarmistico: «Si informa che il 19 marzo si disputerà l’incontro di calcio DINAMO MOSCA-NAPOLI presso lo stadio Himki di Mosca. Per i connazionali che assisteranno alla partita si segnala che, per casi di assoluta emergenza, l’Ambasciata d’Italia a Mosca è per l’occasione contattabile h24 al seguente numero di reperibilità: + 79060382441». Morale: i tifosi napoletani vanno temuti più dell’Isis.

Ma le sorprese non finiscono qui. A Londra il livello di rischio terrorismo è 4, quasi il massimo, in Francia l’allerta è invece al livello massimo e la Farnesina sconsiglia pure di andare in Piccardia e in zona Alpi Marittime. Quindi, a rigor di logica, non si capisce perché le navi da crociera abbiano deciso di sospendere le soste a Tunisi ma si continui ad andare a EuroDisney o sul Tamigi. Per quel che riguarda il Kenya la Farnesina sconsiglia di andare in locali, ristoranti, mezzi pubblici, centri commerciali, luoghi di preghiera, luoghi affollati, luoghi isolati e ricorda che ti rapinano pure nei resort. Però non sconsiglia di andare in Kenya, quindi partite pure e trascorrete una settimana su un albero con un machete in mano, se volete fare i turisti responsabili che danno retta al Ministero degli esteri. In Spagna invece si può andare sereni perché «l’emergenza sanitaria è conclusa». C’era un’infermiera con l’ebola in tutto il paese e per la Farnesina era emergenza sanitaria. Morale: non si capisce nulla.

E per fugare ogni dubbio basta cliccare su una regione a caso del mondo: la Bosnia. «Si ricorda che il Paese condivide con la maggior parte del resto del mondo il rischio di poter essere esposto ad azioni legate a fenomeni di terrorismo internazionale». Che non vuol dire niente e vuol dire tutto. Perché la verità è che il terrorismo ormai è come i terremoti: sai che accadrà, non puoi sapere con esattezza dove accadrà e non puoi sapere in alcun modo quando. E che se vuoi capire qualcosa di più andando sul sito della Farnesina, fai prima a puntare il dito sul mappamondo a occhi chiusi e prenotare lì. Sempre che sia un posto in cui si mangia bene, è chiaro, poi se c’è rischio il terrorismo, tanto all’italiano medio interessano più le stelle di Tripadvisor che quelle sulla bandiera della Siria, si sa

di Selvaggia Lucarelli

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    21 Marzo 2015 - 15:03

    tutto vero. ricordo che tutto nasce con la sgrena , femminista in Italia e donna in cucina a preparare per gli uomini islamici (costretta? NO, sembro' innamorata addirittura). quindi dall'idiozia si passo' all'ipocrisia: TUTTI sanno che questi islamici vogliono ammazzare gli occidentali a vista e gli idioti che predicano integrazione sono idioti dissociati dalla realta'. come con hitler.

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  • rossodisera

    21 Marzo 2015 - 15:03

    Selvaggia "attacca", si a sto ........

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  • Chry

    21 Marzo 2015 - 15:03

    Guarda Selvaggia, stattene a casa che fai prima

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