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Intrigo a Cosenza

Antonio Esposito, il "test vocale" per il giudice che condannò Silvio Berlusconi

Antonio Esposito

Una intricata vicenda, che ha tra i protagonisti Antonio Esposito, il giudice di Cassazione che ha condannato definitivamente Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. La vicenda si sviluppa a Scalea, provincia di Cosenza, dove due anni fa scatta un'operazione antimafia che porta in galera il sindaco, Antonio Basile, e un avvocato, Mario Nocito. I due sono a processo per associazione mafiosa. Poco prima dell'inizio del dibattimento, come ricostruisce Il Tempo, gli avvocati difensori del sindaco citano dei testimoni per dimostrare che la conoscenza di Basile con Nocito era intermediata da alcune persone, tra le quali appunto ci sarebbe Esposito. La testimonianza del giudice non viene ammessa, ma sempre Il Tempo ha fatto emergere alcune telefonate tra lo stesso Esposito e Nocito.

Test vocale - E si arriva dunque alla novità: l'avvocato Vincenzo Adamo, legale di Basile, per dimostrare che il suo assistito non è mafioso ha incaricato un suo consulente, Francesco Cutugno, docente di elaborazione del linguaggio, di analizzare ogni file audio. Lo farà con l'applicazione della "pragma-linguistica", ossia l'analisi del tono che permette di stabilire con discreta approssimazione i ruoli degli interlocutori, le ipotetiche gerarchie dei rapporti e le situazioni di deferenza. Fattori che potrebbero assumere una discreta importanza processuale nel caso di reati associativi. Il professor Cutugno ha analizzato anche una telefonata tra Esposito e l'avvocato Nocino, e nella relazione scrive che tra i casi "esemplari di manifestazione di deferenza" c'è "la posizione pragmalinguistica assunta dal Nocito nei confronti del giudice Esposito, quando quest'ultimo gli manifesta telefonicamente le sue rimostranze per non aver ottenuto il rinnovo dell'affitto di certi locali da parte dell'amministrazione comunale di Scalea". Secondo il relatore "l'atteggiamento del Nocito è immediatamente accondiscendente". Il consulente aggiunge: "Nocito non argomenta, si lascia interrompere". E ancora: "Il Nocito, molto attivo e protagonista nelle conversazioni con il Basile, ammette che nei confronti del giudice è stata operata una netta mancanza di rispetto, ravvede, attraverso i segnali linguistici messi in atto, il potere della persona".

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    18 Aprile 2015 - 23:11

    Sig. Esposito. Non so se Lei ha colpe. Non spetta a me accertare. Ma Lei ha commeso un grave errore: h condannato l'incondannabile, Dio supremo dei cieli olgettini.

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