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Contro le espulsioni

A Brescia islamici e centri sociali coalizzati contro la polizia

A Brescia i centri sociali scendono in piazza con gli estracomunitari per protestare contro l’espulsione di Ahmed Riaz, il giovane pakistano cacciato dal nostro Paese giovedì in quanto ritenuto legato agli ambienti del terrorismo internazionale, e scoppia il finimondo. Scontri con le forze dell’ordine e botte da orbi. Alla fine, c’è addirittura una violenta rissa «etnica» tra il responsabile del coordinamento immigrati della Cgil, un tunisino, e i duri e puri dell’associazione islamica «Muhammadiah», a cui presto si aggiungono i più esagitati dell’Associazione senegalesi di Brescia, e i militanti del centro sociale «Magazzino 47». La scena alquanto surreale, con calci, pugni, schiaffi, sputi e accuse incrociate di essere «un venduto e uno sbirro», scoppia attorno alle 17, quando il responsabile immigrati della Cgil cerca di comporre una delegazione da inviare al sindaco Pd, Emilio Del Bono, quello che con Questura e Prefettura, ha deciso di blindarsi dentro palazzo Loggia e di vietare che il corteo degli immigrati sfili per il centro della città. Appena il delegato della Cgil sale sulle transenne per arringare la folla, rivolgendosi «ai cari fratelli immigrati della Brescia meticcia e solidale...», un centrafricano grande come un armadio a due ante, senza tanti preamboli, lo aggredisce: «Schifoso, sei uno sbirro, venduto alla Polizia... Vergognati!».

Apriti cielo! Il delegato sindacale va su tutte le furie e decide di farsi giustizia da sé, con una serie di pugni sulla faccia del malcapitato. In breve nasce una rissa, con i giovani del centro sociale che tentano di dividere gli immigrati che intanto se le danno di santa ragiome: i senegalesi, tra i più esagitati, danno pugni e calci ai «fratelli nordafricani», per lo più tunisini e marocchini accorsi in soccorso del sindacalista; i pakistani se le suonano con i capi dell’associazione islamica «Muhammadiah»; e quelli del centro sociale «Magazzino 47», intanto supplicano «i fratelli migranti di farla finita, e di comporre il corteo della Brescia meticcia e antifascista, per farla pagare al sindaco Del Bono», reo di «essersi comportato peggio dell’ex vicesindaco della Lega Fabio Rolfi». Alla fine, i poliziotti hanno il loro bel da fare per salvare il delegato tunisino della Cgil da un tentativo di linciaggio. Lui intanto, è a tal punto imbestialito da prendere a pugni tutti quelli che gli passano tra le mani.

Ma già le premesse della manifestazione non erano state del tutto pacifiche: prima dell’inizio ufficiale, attorno alle 15.30, la Polizia aveva bloccato in pieno centro un furgone del centro sociale, con a bordo tre antagonisti. Uno dopo l’altro, i tre militanti sono finiti in Questura, perché sul mezzo preso a noleggio erano state ritrovate dagli agenti delle taniche di benzina. Poi, non passa nemmeno un quarto d’ora, e in piazza Rovetta, scoppia il finimondo tra gli immigrati e l’assessore Pd Fenaroli, che viene allontanato da una piazza inferocita per il divieto di manifestare in piazza Loggia, «Luogo simbolo per tutti gli antifascisti». Dopo poco, Umberto Gobbi, capofila dell’Associazione «Diritti per tutti», e leader storico del centro sociale bresciano, aizza la piazza contro la Prefettura e il vicequestore, Emanuele Ricifari, perché «Non è stata concessa piazza Loggia per la manifestazione», e contro il sindaco del Pd perché: «si comporta come un leghista, e avrà pane per i suoi denti...». Intanto si alza a gran voce il coro dei circa 400 manifestanti: «Brescia Libera! Brescia Libera!». Attorno alle 16.15, i manifestanti sfondano le transenne, ma un cordone di Polizia e Carabinieri con due cariche impedisce a immigrati e centro sociale di entrare in piazza Loggia.

Nel tentativo di sfondamento, alcuni antagonisti colpiscono con calci e pugni i poliziotti della Digos che tentavano di riportare un minimo di ordine. Qunidi, dopo aver abbattuto la prima fila di transenne, i manifestanti giungono a ridosso della seconda fila, dove però devono vedersela con un reparto di Polizia di rinforzo, schierato in assetto di ordine pubblico, con scudi e manganello. Il numero dei manifestanti cresce con il passare dei minuti e in breve tempo si giunge al migliaio di persone. Nuovo tentativo di sfondamento intorno alle 17, con lancio di bottiglie contro le forze dell’ordine; poi dopo le botte e gli spintoni, tra immigrati e attivisti del centro sociale sale ancora la tensione, governata a stento dai responsabili dell’associazione «Diritti per Tutti», che hanno il loro bel da fare per non far precipitare ulteriormente la situazione. Il centro sociale decide di far partire un corteo, per la verità non molto compatto, che si dirige lungo via San Faustino e da qui fino a piazzale Cesare Battisti, luogo caro alla vulgata terzomondista perché lì tutto è cominciato nel novembre del 2010, con sei immigrati che si sono arrampicati su una gru del cantiere della metropolitana per protestare contro il mancato rinnovo dei permessi di soggiorno.

E oggi come allora i manifestanti protestano contro «L’anomalia tutta bresciana rispetto alla gestione della sanatoria del 2012, e a un trattamento discriminatorio verso gli immigrati per il mancato rinnovo di migliaia di permessi di soggiorno». Immigrati e militanti del centro sociale danno vita ad altri disordini lungo corso Garibaldi, con ripetuti tentativi di sfondamento del cordone di Polizia e con due cassonetti incendiati lungo il percorso. Verso le 18.40 un migliaio di manifestanti occupa piazza Vittoria, urlando slogan del tipo: «Assediamo palazzo Loggia, possiamo durare più di loro», riferendosi chiaramente a Polizia e Carabinieri, che presidiano la piazza che ospita il Municipio. Il tentativo di assedio, giurano i leader del centro sociale, proseguirà a oltranza.

di Leonardo Piccini

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Commenti all'articolo

  • plaunad

    23 Marzo 2015 - 13:01

    Ma perché la Polizia non ha lasciato che se le suonassero di santa ragione fra di loro? Uno spettacolo divertentissimo. Se poi ci scappava qualche morticino, beh, sempre qualcuno di meno. Comunque cari bresciani, avete voluto la biciicletta? Adesso pedalate.

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  • flikdue

    23 Marzo 2015 - 12:12

    Ed è solo l'inizio ....... bresciani godetevi i vostri rappresentanti !!!!!

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  • routier

    23 Marzo 2015 - 12:12

    Se i bresciani hanno voluto questa giunta di che si lamentano ? La prossima volta che votano lascino a casa l'ideologia e adottino il buon senso !

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  • Vittori0

    23 Marzo 2015 - 09:09

    Sapevate che vi avrebbero aggrediti non aspettavano altro,Potevate lasciarli fare,datevi ammalati come i pizzardoni!

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