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In carcere a Marassi

Immigrazione, gli scafisti intercettati: "Clandestini scemi, noi guadagniamo 800mila euro a viaggio. La Guardia costiera si frega così"

Immigrazione, gli scafisti intercettati: "Clandestini scemi, noi guadagniamo 800mila euro a viaggio. La Guardia costiera si frega così"

I clandestini? "Degli scemi". I viaggi della speranza nel Mediterraneo? Un tesoretto pressoché infinito che rende ricchi e "miti in Patria". A parlare, come riporta il sito della tv ligure Primocanale, sono gli scafisti rinchiusi nel carcere di Marassi, nelle cui celle gli agenti della squadra mobile hanno piazzato microspie per intercettarli e scoprire dettagli importanti sul traffico di migranti. Obiettivo raggiunto, a giudicare da quanto emerso dall'ascolto delle loro conversazioni. I trafficanti di migranti erano stati arrestati a luglio dopo aver tentato di farsi passare per naufragati lo scorso luglio a Capo Passero, a Siracusa.

Il tariffario - "I passeggeri sono degli scemi, spendono una fortuna, anche 35mila lire egiziane (circa 3.500 euro, ndr) e poi più della metà viene rispedita - ironizzano tra loro i detenuti, tutti egiziani -. Sai quanto ha guadagnato il proprietario della barca? 8 milioni di lire egiziane... (800mila euro, ndr)". Un business praticamente senza limiti, considerata la disperazione di chi cerca di arrivare in Italia e in Europa dal Nord Africa: "Quando torno - dice Hassan, uno degli scafisti - dobbiamo comprare una nuova barca... Speriamo di riempirla...". Idris, l'altro scafista, se la ride: "Stai tranquillo, giù di lavoro (passeggeri da trasportare, ndr) se ne trova sempre". I detenuti, fin troppo  incautamente, spiegano come funziona la tratta dei migranti: "Partiamo alle 2 o a mezzanotte e prendiamo la Fluka (piccolo gommone, ndr) si caricano dieci persone per volta e si mettono sulla barca più grande. Se fai così è perfetto, nessuno ti spara se fai così". I controlli in spiaggia da parte delle autorità nordafricane, libiche ed egiziane, ci sono, "con i cammelli". Ma nulla di preoccupante: "Si possono corrompere con dei soldi... comunque la fluka non viene mai controllata".

"Diventeremo dei miti" - La distinzione tra rifugiati  politici e semplici migranti è conosciuta molto bene da chi tenta di arrivare in Italia e la conferma la danno gli stessi scafisti: "I clienti migliori sono i siriani - conferma Labib -, loro hanno la certezza di non essere rispediti indietro e pagano fino a 5mila dollari". Per eludere i controlli delle autorità italiane il modo è semplice: usare il telefono satellitare: "Quando poi arriva la guardia costiera lo butti in mare. A me hanno sequestrato il mio personale ma dentro non troveranno niente. Le telefonate importanti l'ho fatte con quello che è in acqua!". Ora gli scafisti sono in carcere, ma sanno già il loro futuro: "In patria diventeremo dei miti, quando tutti sapranno che siamo riusciti ad arrivare fino nel porto di Genova diventeremo famosi. Nessuno dei migranti è stato mandato indietro".

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Commenti all'articolo

  • scorpius511

    22 Aprile 2015 - 11:11

    Tanto anche questi qui saranno fuori in breve tempo, nonostante tutte queste informazioni su di loro e sul loro modus operandi.......e continueranno a prenderci per i fondelli, grazie ai politicanti da strapazzo che vanno a bruxelles per baciare quei deretani che dovrebbero prendere a calci.

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  • albauno

    14 Aprile 2015 - 15:03

    Si arricchiscono alle spalle dei migranti e di noi italiani babbei che li andiamo anche a prendere e che si riprendono pure i barconi. Che popolo siamo diventati?

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  • lorenvet

    14 Aprile 2015 - 15:03

    Una bella Marina Militare a servizio dei criminali, suo malgrado. L' unico modo è buttare a mare il governo di sinistra che st a strangolando il Paese.

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  • er sola

    28 Marzo 2015 - 13:01

    Se invece di farli tornare in patria come dei miti, li facessero tornare stesi dentro un sarcofago sicuramente, altri ci penserebbero e noi si riacquisterebbe un po' di dignità.

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