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Il giallo

Processo di Perugia e omicidio di Meredith, 8 anni di sentenze e ribaltoni: le tappe

Processo di Perugia e omicidio di Meredith, 8 anni di sentenze e ribaltoni: le tappe

Otto anni di polemiche, sentenze, ribaltoni, rinvii. Il giallo di Perugia e l'omicidio di Meredith Kercher, avvenuto l'1 novembre 2007, si è ufficialmente e definitivamente concluso con l'assoluzione dei due grandi sospettati, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati il 30 gennaio 2014 nell'Appello bis a 28 anni e a 25 anni di carcere. Sentenza annullata in Cassazione perché "il fatto non sussiste": non ci sono insomma sufficienti prove per condannare i due giovani ex fidanzatini. Ecco le tappe che hanno portato a questo verdetto.

L'omicidio - Nella notte del 1° novembre del 2007 in via della Pergola a Perugia viene assassinata Meredith Kercher, una studentessa inglese di 21 anni. Il giorno successivo il corpo viene scoperto dalla coinquilina Amanda Knox e dal suo fidanzato Raffaele Sollecito, che dopo 4 giorni vengono fermati dalla polizia, finendo sulle prime pagine di tutti i quotidiani. Giacomo Silenzi, fidanzato italiano di Meredith, accusa Amanda di essere insensibile alla vicenda, dal momento che non tradiva la minima emozione all'indomani dell'omicidio. A finire nei guai è anche Patrick Lumumba, proprietario del bar in cui Amanda lavorava ogni tanto, accusato dalla stessa Amanda. Le prove scarcerano poi Lumumba e nello stesso giorno viene accusato Rudy Guede - rintracciato e arrestato in Germania - perché viene trovata sulla scena del crimine l'impronta della sua mano insanguinata.

Il processo - Il 16 settembre 2008 inizia l'udienza preliminare davanti al gup di Perugia, che dispone di procedere col rito abbreviato per Guede - condannandolo a 30 anni di carcere per omicidio volontario e violenza sessuale - e rinvia a giudizio Amanda e Raffaele. Il loro processo inizierà il 16 gennaio 2009 e a fine anno arriverà la sentenza della Corte di assise di Perugia, che li condanna rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere.

L'appello - Il 18 dicembre 2010 la stessa Corte d'assise riapre il dibattimento del processo per i due ex amanti e dispone una nuova perizia per le tracce genetiche ritrovate sul coltello e sul gancetto del reggiseno trovato nella stanza di Meredith. Sei mesi dopo i periti bocciano il lavoro svolto dalla scientifica definendo gli accertamenti come non attendibili. Il 24 settembre 2011 la procura chiede l'ergastolo per entrambi, ma qualche giorno dopo la sorpresa: arriva l'assoluzione.

La Cassazione - La procura generale e la famiglia della vittima depositano il ricorso in cassazione contro la sentenza di assoluzione e il 25 marzo 2013 la cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado. Questo porta a un "nuovo inizio" del processo. Il pg Alessandro Crini aveva chiesto trent'anni di carcere per Amanda Knox e la riformulazione a 4 anni di reclusione per calunnia ("carattere non estemporaneo della calunnia stessa, e tarata per creare depistaggio") e 26 anni per Raffaele Sollecito.

L'Appello bis a Firenze
- Il 30 gennaio 2014 arriva la seconda sentenza d'Appello, con la condanna di Amanda a 28 anni e 6 mesi e 25 anni per Sollecito. Ora l'ultimo ribaltone della Cassazione, che ha assolto di fatto i due giovani senza rinviare nuovamente all'Appello. Confermata la condanna di 3 anni per la Knox per calunnia nei confronti di Lumumba.

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Commenti all'articolo

  • hall9000

    29 Marzo 2015 - 08:08

    che desolazione a cuii fa seguito tristezza assoluta; qui si condannano innocenti senza avere uno spillo di prove e si spendono miliardi e anni di sentenze e processi che non dovrebbero nemmeno cominciare, col rischio che innocenti finiscano la loro esistenza in carcere! questo paese non puo essere chiamato piu civile.

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