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Paura in volo

Piloti, dopo Lubitz è allarme sicurezza: uno su 4 è malato di cuore, niente test psicologici

Piloti, dopo Lubitz è allarme sicurezza: uno su 4 è malato di cuore, niente test psicologici

Sono 200, uno su quattro, i comandanti d'aereo italiani che negli ultimi 8 anni hanno avuto problemi cardiaci seri, con la necessità di un by-pass coronarico che ha imposto loro l'obbligo di restare a terra per almeno sei mesi. Su 7.400 controlli medici, solo 5 però si sono visti revocare l'idoneità al volo. Sono i numeri, riportati dal Messaggero, di un'indagine quanto mai d'attualità sullo stato di salute del personale di volo nostrano alla luce di quanto accaduto in casa Lufthansa. Quello di Andreas Lubitz, il copilota dell'Airbus della Germanwings responsabile di aver fatto precipitare un aereo con altre 149 persone a bordo nel Sud della Francia, è un caso limite. La compagnia di bandiera tedesca sapeva dei suoi problemi passati, una depressione curata per 6 mesi nel 2009 con tanto di sospensione temporanea del suo addestramento. Quello che colpevolmente non sapeva è che Lubitz ha continuato ad avere problemi psichici, sotto forma di stress fortissimo e stati maniacali come testimoniato da amici di famiglia ed ex fidanzata

I test fisici - Proprio sullo stato di salute psicologica dei piloti si è acceso l'allarme rosso. Dal punto di vista clinico e strettamente fisico, i test su piloti e personale d'area sono fissati dalla Easa (European Aviation Safety Agency) in modo rigido. Sono obbligatorie "valutazioni periodiche di idoneità medica", imponendo al pilota lo stop nei casi di "consapevolezza di diminuzione della propria idoneità che lo potrebbe rendere insicuro", "assunzione di un farmaco prescitto o non prescritto che potrebbe interferire sull'attività", "trattamento medico-chirurgico". In Italia, sono i centri di Roma, Milano e Bari, legati all'Istituto di Medicina legale dell'Aeronautica italiana, a rilasciare i certificati di idoneità sottoponendo i piloti a test ed esami su vista, udito, cuore e polmoni. Gli esami hanno cadenze regolari: ogni 12 mesi fino ai 40 anni, tra i 6 e i 12 mesi tra i 40 e i 60 anni, 6 mesi oltre i 60 anni. 

Niente esami psicologici - La grande incognita, però, resta l'aspetto psicologico. Come Lufthansa, anche l'Enac (l'ente italiano per l'aviazione civile) ha ammesso che "i test psicologici non sono previsti". Di fatto, una valutazione psico-attitudinale dei piloti avviene solo una volta nella vita, prima della consegna del brevetto, a meno che non incorrano seri e conclamati problemi sanitari, come appunto una grave forma di depressione o dipendenza da alcol e droga. Ora forse la tragedia della Germanwings cambierà le carte in tavola, come in parte già avvenuto con la decisione di introdurre l'obbligo di avere sempre due membri dell'equipaggio in cabina nel caso uno dei due piloti si assenti per qualche minuto. Proprio come accaduto sull'Airbus A320 di Lubitz.

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    29 Marzo 2015 - 07:07

    basta punire chi non si e' accorto delle anomalie : anche la galera per strafalcioni gravi come questo.cosi' stanno piu' attenti. Questo era ossessionato dalla ragazze, e si vedeva benissimo. le ragazze lo sapevano ma fanno finta di non sapere delle altre quando ci sono i soldi. La causa del massacro e' stata la paura di perderle tutte per via della vista che si abbassava. i dottori hanno fallito.

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  • marco53

    29 Marzo 2015 - 01:01

    Cosa c'entra se uno è malato di cuore. Se si sente male c'è sempre il copilota no? Mica moriranno d'infarto entrambi! Piuttosto, vediamo di non assumere piloti di religione islamica. Quello sì che mi farebbe paura, non certo uno col by-pass coronarico. Gli islamici vanno estromessi da tutto. Sono il vero grande pericolo per l'umanità intera.

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  • eden

    28 Marzo 2015 - 21:09

    Un magistrato fuori di melone, e ce ne sono, possono distruggere irremidiabilmente la vita delle persone, un architetto o un ing. che sbaglia un progetto o calcoli sul cemento può creare disastri:questi chi li controlla se psicologicamente sono idonei alla professione? NESSUNO!

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  • eden

    28 Marzo 2015 - 21:09

    Smettiamo di dire puttanate, come al solito gli altri creano un disastro e danno un giro di vite ai piloti italiani. Le visite di idoneità al volo qui da noi sono fin troppo restrittive e si fanno esami che non sono neppure previsti dalle easa, per cui finiamola di criminalizzare i piloti italiani. In Italia c'è gia ENAC che stressa i piloti.

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