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Sconti a discrezione

Giustizia, parte la depenalizzazione dei reati minori: saranno archiviati se il giudice lo vuole

Giustizia, parte la depenalizzazione dei reati minori: saranno archiviati se il giudice lo vuole

Pene ridotte da 5 anni di carcere all'archiviazione, senza neanche aprire il processo. Dal 2 aprile parte la rivoluzione nel sistema giudiziario italiano voluto dal governo Renzi per i reati "minori". I giudici possono bollare la lite con il vicino o il furto di una scatoletta di tonno con la "tenuità del fatto" ed evitare che si finisca in aula di tribunale per anni di dibattimenti.

Per cosa la si fa franca - Stavolta i magistrati non hanno battuto ciglio nei confronti del provvedimento. Sarà perché nelle loro mani aumenta - e non di poco - il potere di decidere se l'ipotesi di reato debba essere marchiata come grave o no. Il calderone dei reati depenalizzati è vasto e variegato. Non c'è solo la bega condominiale o il furtarello per disperazione. Potranno godere di una vera e propria grazia anche chi è accusato di aver aperto una discarica abusiva o di aver trafficato con rifiuti pericolosi e scarichi industriali. Questioni di grande impatto sociale nelle quali rientrano ancora l'adulterazione di cibi, di medicinali, l'omissione delle misure di sicurezza sul lavoro, la truffa, l'intrusione informatica. E come fosse acqua fresca, viene meno anche la gravità per la guida in stato di ebbrezza. Senza dimenticare la detenzione sul proprio pc di materiale pedopornografico.

Le modifiche - Nella prima bozza, il governo renziano aveva immaginato una vera e propria sanatoria selvaggia. Poi è stata messa una pezza e sono stati esclusi dagli sconti della giustizia quei reati che provocano morte e lesioni, quelli con l'aggravante della crudeltà e per motivi abietti, i reati contro i più deboli e e gli incapaci di difendersi, compresi gli animali. Escluso dagli sconti anche lo stalking.

Chi ne gode - L'archiviazione scatta per chi compie il reato per la prima volta e se il danno prodotto è di "particolare tenuità". Non ci sono criteri oggettivi, il tutto è sempre affidato alla discrezionalità delle toghe e quindi alla sensibilità personale di ognuno di loro. Tutto diventa relativo quindi così come per i processi ancora in corso. L'orientamento dei magistrati sarebbe quello di applicare le depenalizzazioni in modo retroattivo favorendo l'imputato, un principio base dell'ordinamento giudiziario italiano. Potrebbero essere migliaia i processi in corso destinati a spegnersi con un'archiviazione, che si tratti di un guidatore ubriaco o di un soggetto che passa il suo tempo a godersi video e foto di atti sessuali tra minori.

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    03 Aprile 2015 - 16:04

    Solo l'affamato che ruba una pera va in galera e solo se è italiano. Se è abusivo gli danno invece 1000€ al mese presi dalle nostre tasche e lo ospitano in un resort a 4 stelle con piscina, parabola satellitare e internet gratuito.

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  • fausta73

    03 Aprile 2015 - 12:12

    Pian piano si legalizzano i reati.

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  • routier

    03 Aprile 2015 - 12:12

    Questa volta il trucco è palese. Si chiama "discrezionabilità del giudice" che è un'aberrazione giuridica anche agli occhi del più ingenuo degli uomini. Rimane sempre valido il detto: "la giustizia è come le tagliatelle, infatti per averle entrambe genuine, bisogna farsele in casa"

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  • seve

    03 Aprile 2015 - 11:11

    fanfaroncello pericoloso.

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