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La mattanza di Genova

G8, alla Diaz i manifestanti vennero torturati. La Corte Europea condanna l'Italia

G8, alla Diaz i manifestanti vennero torturati. La Corte Europea condanna l'Italia

La Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per tortura in seguito a quanto avvenuto nella scuola Diaz di Genova durante il G8 del 2001. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato all’unanimità che è stato violato l’articolo 3 su "Il divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti". Non solo. La condanna per l'Italia arriva non solo per quanto fatto ai manifestanti, ma anche perché il nostro Paese non ha una legislazione adeguata per punire il reato di tortura.

La denuncia - All’origine del procedimento c’è il ricorso presentato da Arnaldo Cestaro, romano nato nel 1939, che si trovava all’interno della scuola al momento dell’irruzione delle forze dell’ordine. All’epoca dei fatti l’uomo aveva 62 anni: fu picchiato più volte, e in seguito al pestaggio riportò fratture multiple. L’Italia, ha stabilito la Corte, "dovrà versare a Cestaro un risarcimento di 35mila euro". Durante l’irruzione alla Diaz furono fermati 93 attivisti e furono portati in ospedale 61 feriti, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma. Finirono sotto accusa 125 poliziotti, compresi dirigenti e capisquadra.

Autori sconosciuti - Secondo la Corte di Strasburgo, la mancata identificazione degli autori materiali dei maltrattamenti dipende "in parte dalla difficoltà oggettiva della procura a procedere a identificazioni certe, ma al tempo stesso dalla mancanza di cooperazione da parte della polizia". Ma, secondo la Corte, il diritto penale italiano è anche "inadeguato e privo di disincentivi in grado di prevenire efficacemente il ripetersi di possibili violenze da parte della polizia".

Carlo Giuliani - "Meno male che almeno su questo la Corte Europea non ha fatto altro che riconoscere la sentenza della Cassazione. Posso solo esprimere un giudizio di soddisfazione per il fatto che la Corte abbia riconosciuto che l’Italia aveva toccato il fondo". Così Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il ragazzo ucciso il 21 luglio del 2001 in piazza Alimonda durante gli scontri di piazza tra manifestanti e forze dell’ordine nell’ambito del G8 di Genova, commenta la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo. Giuliani ricorda poi che durante il processo celebrato a Genova "in primo grado giudici del tutto inadeguati avevano assolto tutti. Poi, per fortuna, dal momento che non tutti i magistrati sono uguali e che ce sono anche di
veramente bravi: il sostituto procuratore Enrico Zucca e il pm Francesco Cardona Albini hanno insistito, si sono battuti e sono riusciti alla fine ad arrivare al giudizio definitivo rispettoso della verità". "Ovviamente", aggiunge il padre di Carlo Giuliani, "non può che restarmi un po' di delusione e rabbia per il fatto che la Corte Europea, quando facemmo ricorso noi la nostra istanza, per vedere riconosciuta la responsabilità dello Stato sulla morte di Carlo, venne bocciata". Circa, poi, il vuoto legislativo del nostro ordinamento che non prevede il reato di tortura, Giuliani ha poi affermato che "siamo l’unico tra i paesi civili che non prevede il reato di tortura. Siamo indietro. Si parla tanto di riforme specie in questi ultimi tempi ma", conclude, "quella parola rimane vuota se non si riescono a realizzare quegli interventi che servirebbero davvero".

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Commenti all'articolo

  • sebin6

    15 Luglio 2015 - 13:01

    mio nonno capo milizia rimpiangeva i vecchi tempi del fascismo quando si permetteva di dire a chi aveva una bella moglie, "questa sera non tornare prima delle dieci se no sono guai per te". Chissà se, chi vorrebbe uno stato di polizia ( Janses68, lupoWolf, binariciuto, etc) ha la moglie bona!

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  • Janses68

    26 Giugno 2015 - 14:02

    Secondo me alla Diaz qualche troppo agitato ha scatenato la reazione della polizia che si e' dovuta difendere da quattro sgallettati fogati per la ribellione ... Se fossero stati bravi e calmi come Fonzie non sarebbe successo. Questo perche' chi protesta in violenza ricevera' solo violenza. Questa idea della polizia ghestapo deve essere strappata dalla testa di chi obbietta o disobbedisce.

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  • lupoWolf

    08 Aprile 2015 - 19:07

    Questi comunisti marxisti del governo hanno rotto le palle. Sono la rovina di questo povero Paese.Dovremmo mandarli tutti con una bella divisa a strisce bianco nero ai lavori forzati con una bella palla di ferro legata alle caviglie e mandarli a finire la Napoli Salerno.

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  • binariciuto

    08 Aprile 2015 - 13:01

    Signor AntonioP84. lei era presente a Genova in quei giorni infausti? Io si. La polizia avrebbe dovuto sparare (anche per difendersi) e liberarci di un pò dei soliti farabutti prezzolati: si trattava di pura e semplice sedizione organizzata. A quando l'internamento di centri asociali e merce affine?

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