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L'anniversario

Linus compie 50 anni: quando il fumetto fa la rivoluzione

Linus compie 50 anni: quando il fumetto fa la rivoluzione

Dev’essere bellissimo esser figlio di un’idea che - come diceva Longanesi - non trovando posto a sedere è stata capace di fare la rivoluzione. Mentre nel buio della mia stanzetta sfoglio l’ultimo delizioso numero di Linus diretto da Stefania Rumor (una donna tenace: è entrata in quella Shangri-la del fumetto mondiale nel’67, appena diciottenne, e non ne è mai uscita) con i capolavori di Wumo e Gaston LaGaffe ma anche i vecchi Staino e i Peanuts, per restare nella tradizione, fuori si sparano i botti per i cinquant’anni della rivista.

Sono cominciate le celebrazioni. Una mostra allo Spazio Wow a Milano, un’altra al Comicon di Napoli, un convegno all’Alta Scuola dell’ Università Cattolica. Per non dire del bel libro, per nulla agiografico, di Paolo Interdonato Linus, Storia di una rivoluzione nata per gioco (Rizzoli Lizard, pp384, euro 20) che ne disvela i retroscena in una Milano assediata negli anni di piombo ma infiammata di speranze. Il collega Stefano Feltri parla di «fermento intelletuale di anni violenti ma pieni di energia», gli stessi anni che trasformarono la rivista dei fumetti e dell’illustrazione in rivista di fumetti e altro. Molto altro. Divenne un territorio franco di tradizione grafica e sperimentazione politica (accanto ai disegni di Topor c’era il repubblicanissimo Li’l Abner di Al Capp..) Linus è nato da un’idea accesa nella Libreria Milano Libri, da un gruppo di amici appassionati di fumetti. C’erano Bruno Cavallone, traduttore delle strisce di Linus sin dagli albori (oggi severissimo ordinario di Procedura civile, uno dei maggiori esperti del sistema probatorio in Italia) insieme al fratello avvocato Franco, e il semiologo Umberto Eco allora direttore editoriale delle Bompiani (che si vide scippare i diritti italiani dei Peanuts proprio dall’amico Giovanni Gandini, il primo direttore della rivista) , e il genio polimorfo Oreste Del Buono e Vittorio Spinazzola critico letterario con la passione di Flash Gordon e Elio Vittorini. Il primo numero usciva ai primi di aprile del 1965. Nel corso di cinquant’anni, Linus ogni mese ha presentato al pubblico italiano il meglio del fumetto mondiale, a partire naturalmente dalle strip americane e dai Peanuts di Charles M. Schulz. Sulle sue pagine si sono avvicendate negli anni firme prestigiose che hanno raccontato e commentato la cultura e la società dell'ultimo mezzo secolo. 

Con il primo numero della rivista vengono pubblicati gli interventi di Vittorini, Del Buono ed Eco che legittimano la dignità culturale del fumetto. Editoriali e articoli diventano poi una costante di Linus, una delle sue cifre distintive insieme alle copertine, con in primo piano l'omonimo protagonista dei Peanuts, e alla posta di Charlie Brown dedicata ai lettori. Nelle sue pagine trovano spazio classici come Braccio di Ferro, fumetti di disegnatori francesi e italiani, il belga Tintin di Hergé, Doonesbury dell'americano Gary Trudeau, Valentina di Guido Crepax, le illustrazioni di Folon e di Tadini fino ai racconti di scrittori come Italo Calvino.

Per festeggiare mezzo secolo, lo scorso 4 aprile, Linus è uscito con un numero speciale, fin dalla copertina realizzata da Sergio Ponchione. Più di cento personaggi scelti tra quelli ospitati da Snoopy a Corto Maltese, da Valentina a Braccio di Ferro, da Dick Tracy ai ragazzi di Andrea Pazienza (senza aver fatto la posta per settimane alla porta di Del Buono sarebbe stato solo un grafico pugliese) , da Bobo a Calvin Hobbes: tutti sulla coperta di sicurezza srotolata da linus come fosse un tappeto rosso . Un disegno in regalo per tutti i lettori. Compresi noi vecchi che ricordiamo come un’elegia il primo numero in verde di 64 pagine col piccolo eroe di Schultz con coperta e in copertina. All'interno del numero celebrativo - oltre alle consuete strip, alle rubriche culturali, alla satira e all'analisi politica ed economica - quattro storie a fumetti firmate dai Fratelli del cielo Tuono Pettinato, Ratigher, Maicol Mirco e Dr. Pira: gli autori di alcuni dei romanzi e racconti a fumetti più acclamati dell'Italia del XXI secolo. Io continuo ad adorare Doonesbury di Trudeau, la più feroce critica alla società Usa (e al Vietnam) d’ogni tempo; e Corto Maltese che su quella pagine esordì, legato a una zattera. Linus ha cambiato le penne, ma non le idee. E se non è rivoluzione questa...

di Francesco Specchia

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