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Dopo 35 anni

Strage di Ustica, il Tribunale di Palermo condanna il governo a risarcire 13 familiari delle vittime

Strage di Ustica, il Tribunale di Palermo condanna il governo a risarcire 13 familiari delle vittime

La Corte d’appello di Palermo ha confermato la sentenza del Tribunale civile e ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento dei danni in favore di 13 delle 81 vittime del DC9 Itavia caduto a Ustica il 27 giugno del 1980. Secondo i giudici, che hanno ribadito le tesi del primo grado e non hanno invece accolto quelle dell’Avvocatura dello Stato, l’aereo fu abbattuto in uno scenario di guerra, con ogni probabilità da un missile.

Suggestione mediatica - La sentenza è della prima sezione civile della Corte d’appello, che ha respinto i ricorsi dell’Avvocatura dello Stato, fondati sulla negazione dell’abbattimento da parte di un missile e sulla tesi della "suggestione mediatica" che avrebbe indotto i giudici di primo grado ad aderire a ipotesi che non troverebbero riscontro in studi e analisi scientifiche. La memoria difensiva dell’Avvocatura aveva suscitato critiche da parte di numerose forze politiche. Quattro le sentenze impugnate: erano state emesse nel 2011 dal tribunale di Palermo, che aveva condannato i ministeri dei Trasporti e della Difesa, ciascuno per la propria parte di responsabilità, a risarcire oltre cento milioni di euro. In tutto sono 68 i familiari delle vittime del volo Bologna-Palermo ad avere ottenuto gli indennizzi.

Colpevoli - È così confermata la responsabilità dei due ministeri, che non garantirono adeguate condizioni di sicurezza per il volo civile Itavia, rimasto implicato in uno scontro tra caccia di diversi Paesi (sarebbero stati presenti jet francesi, americani e libici) nei cieli attorno a Ustica. Escluso così definitivamente che l’aeromobile, a bordo del quale viaggiavano 81 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, avesse avuto un cedimento strutturale o che avesse una bomba a bordo, come era stato sostenuto dopo i primi accertamenti.

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