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Sicurezza

Strage al tribunale di Milano, la prassi del tesserino voluta dal procuratore generale Manlio Claudio Minale non ha funzionato

Strage al tribunale di Milano, la prassi del tesserino voluta dal procuratore generale Manlio Claudio Minale non ha funzionato

"Ci sono stati errori gravi nel sistema di sicurezza". Lo ammette senza giri di parole anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, piombato a Milano dopo la strage al Tribunale di Milano per mano dell'imprenditore Claudio Giardiello, riuscito ad entrare armato dentro Palazzo di Giustizia e da lì a scappare riuscendo a fare 30 km a bordo della sua moto prima di essere bloccato dai Carabinieri di Vimercate.

Come è stato possibile quindi che un uomo armato sia potuto entrare in uno dei luoghi in teoria più sicuri in Italia? Giardiello aveva un tesserino falso ed è entrato da un ingresso laterale dal quale accedono giudici e avvocati. Come hanno raccontato diverse persone che frequentano abitualmente il Palazzo di Giustizia milanese, c'era una prassi consolidata che regolamentava gli ingressi di addetti ai lavori, imputati e visitatori. Mentre la gente comune viene sottoposta a serrati controlli, passando attraverso i metal detector, magistrati e avvocati usano gli ingressi secondari e devono semplicemente esibire un tesserino o un documento.

A disporre questa "prassi" è stato il procuratore generale Manlio Claudio Minale, responsabile della sicurezza all'interno del Palazzo. Minale evidentemente ha fiducia nel genere umano a tal punto da lasciare gli ingressi del tribunale alla sensibilità di chi è alla porta. Può quindi capitare quello più zelante che si prende anche la briga di leggere quel che c'è scritto sui tesserini e poi capita anche chi lascia passare quelle che con il tempo diventano facce note, in qualche modo fidate. Un metodo che niente ha a che fare con la minima garanzia di sicurezza e di cui Minale non poteva non essere a conoscenza.

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Commenti all'articolo

  • Paolo1946

    10 Aprile 2015 - 08:08

    Ennesima dimostrazione dell'incompetenza dei burocrati.

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  • francesoconforti

    09 Aprile 2015 - 20:08

    speriamo sia un caso di squilibrio mentale isolato non l'inizio di un "lotta continua!

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  • Gios78

    09 Aprile 2015 - 19:07

    La verità è che la sicurezza é una fanfaronata. Non si può controllare tutto, specialmente in un paese in cui tutto é raffazzonato, approssimativo, un paese in cui regna la dabbenaggine e l'incompetenza crassa, un paese in cui la polizia é denigrata e umiliata ogni giorno da politici imbecilli che difendono i criminali stranieri. Altro che sicurezza

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  • marioangelopace

    09 Aprile 2015 - 19:07

    a Via Molise, sede del Ministero dello Sviluppo Economico, a me, loro dirigente in pensione, chiedono in quale ufficio vado, poi chiedono conferma per telefono al/alla titolare dell'ufficio stesso, che magari protesta pure per tanto zelo, visto che mi conoscono tutti da anni. Una via di mezzo rispetto al tesserino sventolato da uno sconosciuto no? Al Tribunale, specialmente.

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