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Mister Eataly

Expo, Raffaele Cantone chiede dieci "chiarimenti" sull'appalto concesso a Oscar Farinetti

Expo, Raffaele Cantone chiede dieci "chiarimenti" sull'appalto concesso a Oscar Farinetti

"Sugli appalti bisogna molto semplificare perché il codice del 2006 è stato scritto in modo perfetto ma non ha impedito la corruzione, con un eccesso di regole e moltiplicando la burocrazia". Così Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, poco tempo fa era tornato a parlare di appalti e corruzione. E oggi, giovedì 9 aprile, il Fatto Quotidiano avanza dubbi sulla presenza di Eataly a Expo: nel mirino c'è Oscar Farinetti, l'imprenditore vicinissimo al premier Matteo Renzi.

Le contestazioni - Il commissario anticorruzione - secondo quanto riporta il quotidiano diretto da Marco Travaglio - contesta al responsabile di Expo 2015 Giuseppe Sala dieci anomalie nel contratto pubblico che ha permesso a Farinetti, appunto, di ottenere per la fiera dell'esposizione universale che si terrà a Milano due padiglioni da 8 mila metri quadri per la ristorazione e la vendita dei suoi prodotti.

Dieci "rilievi" - Secondo i documenti citati dal Fatto, Cantone avrebbe ricordato che l'appalto è stato deliberato dal cda nel giugno 2013, quindi quando ancora l'autorità che presiede non era stata istituita. Dunque vengono avanzati dieci rilievi specifici a Sala, invitando la società a chiarire altrettanti aspetti dell'affidamento diretto sollevando più volte la violazione del Protocollo di legalità. Nel dettaglio, ci si chiede "sulla base di quali valutazioni è stata determinata l'unicità tecnica di Eataly?". E ancora: "Qual è l'importo atteso dei ricavi e di conseguenza su quali basi sono state determinate le royalties che la concessionaria retrocederà?".

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