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Strage al Tribunale, ora Giardiello si finge matto

Strage al Tribunale, ora Giardiello si finge matto

Adesso Claudio Giardiello cerca di farsi passare per matto. Prima confessa di aver progettato di togliersi la vita, anche se sono stati altri a cadere sotto i colpi della sua pistola. Poi protesta contro gli avvocati, dei quali non si fida (infatti ne ha ucciso uno e ferito un altro), tanto da rifiutare perfino l' assistenza del suo legale d' ufficio, Nadia Savoca. Però una sua strategia difensiva ce l' ha già in mente, eccome. E per ora sembra funzionare, tanto quanto il suo piano stragista, studiato nei minimi dettagli, con sopralluoghi e preparativi accurati. Anche nella fase successiva, il killer sembra avere la situazione sotto controllo. Mentre è in corso il primo interrogatorio, immediatamente successivo alla cattura, avvenuta nella tarda mattinata di giovedì, dalla caserma dei carabinieri di Vimercate lo trasportano in ospedale a bordo di un' ambulanza perché è svenuto. Tutti i parametri vitali in realtà sono nella norma. Come se avesse soltanto finto un malore. Quando lo portano nel carcere San Quirico di Monza, comunque, si mostra abbastanza lucido da far sapere di volersi avvalere della facoltà di non rispondere. Così i verbali delle sue prime dichiarazioni diventano poco più che carta straccia. Se n' è andato appena prima di firmarli.

Coerentemente, poco prima dell' udienza di convalida dell' arresto, ieri mattina, si mette a farfugliare, con lo sguardo perso nel vuoto. Al medico del carcere, il quale peraltro non rileva nessuna patologia in atto, appare comunque in stato confusionale tanto da non risultare in grado né di incontrare i magistrati presenti, il gip Patrizia Gallucci e il pm Franca Macchia, né di riconoscere il suo difensore. Così si rimanda l' interrogatorio di garanzia alle dieci di domattina, in attesa di verificare se l' accusato del triplice omicidio riuscirà a riprendersi. Successivamente, il gip si dichiarerà incompetente e trasferirà il fascicolo alla Procura di Brescia, competente perché una delle vittime, Ferdinando Ciampi, era giudice a Milano.

Intanto il primo round se lo aggiudica il pluriomicida, riuscendo a ottenere, oltre alla scontata convalida dell' arresto, di essere sottoposto a una perizia psichiatrica. Per drammatizzare ulteriormente, rifiuta il cibo. Tutto come previsto, insomma. L' esperienza non gli manca di certo, come testimonia la cronaca giudiziaria che lo riguarda. Ci aveva già provato nel 2011, come riferiva ieri La Provincia di Como, chiedendo di certificare i sintomi di una forma di ludopatia per ottenere uno sconto di pena in un altro processo, nel quale era imputato di soppressione di atti. Giardiello, nel 2006, si era fatto anticipare dal casinò di Campione d' Italia una somma di 30mila euro in fiches, lasciando come garanzia un assegno in bianco e due ricevute. Quando gli era stato chiesto di restituire il denaro, aveva strappato i documenti e aveva tentato la fuga. Anche in quell' occasione, lo avevano fermato i carabinieri. Perciò era stato condannato a otto mesi di detenzione e a risarcire 35mila euro di danni alla casa da gioco. I giudici non gli avevano creduto e non avevano nemmeno ritenuto di poter accogliere l' istanza, avanzata dalla difesa, di procedere a valutazioni cliniche.

Se stavolta invece riuscisse a ingannare il tribunale, potrebbe farla franca e cavarsela con la non imputabilità e un soggiorno in una struttura per pazzi pericolosi. Tanto gli ospedali psichiatrici giudiziari sono ormai aboliti. Dal primo aprile, grazie a una legge recentemente entrata in vigore, anche per i pluriomicidi dichiarati incapaci di intendere e volere, si aprono le porte di nuovi appartamentini dotati di ogni comfort, le Rems, Residenze per l' esecuzione della misura di sicurezza sanitaria. 

Non sarà facile, comunque, darla a bere ai magistrati ancora sconvolti dal brutale assassinio di un loro collega. L' eco della tragedia che si è consumata nel palazzo di giustizia del capoluogo lombardo, risuonerà anche mercoledì pomeriggio nel Duomo di Milano, dove si svolgeranno i funerali di Stato delle tre vittime della sparatoria. Le esequie saranno probabilmente celebrate dall' arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. Nell' occasione sarà proclamato anche il lutto cittadino.

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • aldo delli carri

    12 Aprile 2015 - 20:08

    ma voi non siete quelli che hanno sempre parlato male dei giudici??? e voi non avete applaudito quando silviuccio disse che per fare il giudice il cervello aveva una rotella in meno???

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  • carlozani

    12 Aprile 2015 - 19:07

    ho un grande cordoglio per il giovane avvocato ,ma non per i giudici ,sempre indulgenti quando i delinquenti uccidono un negoziante ,mentre se viene colpito uno di loro ecco preoccuparsi immediatamente per la loro incolumità e ,certamente quel delinquente la pagherà cara.

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  • fossog

    12 Aprile 2015 - 15:03

    si FINGE matto ? Ma glielo avevano già detto gli Assistenti Sociali di curarsi mentalmente... solo CHE L'HANNO DETTO al MATTO, e NON alla ASL... L' avevano detto gli avvocati che era matto, ed aveva avuto una Condanna per aggressione, EPPURE GLI HANNO DATO e MAI REVOCATO il PORTO D'ARMI. L'assassino è la PUBBLICA AMMINSITRAZIONE, i suoi Miserabili Dipendenti che, come al solito, sono INCAPACI

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