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L'accusa a In mezz'ora

Morte Ciro Esposito, la mamma Antonella contro i tifosi: "Contro di me macchina del fango, minacce e insulti"

Morte Ciro Esposito, la mamma Antonella contro i tifosi: "Contro di me macchina del fango, minacce e insulti"

"La mia paura non è una paura materiale, paura di essere uccisa o ferita, ma di subire violenze verbali. Io vengo attaccata anche su Facebook: mi mandano insulti anche sulla email dell'associazione ed è una cosa molto grave, questa è una violenza psicologica. Stare qui, davanti a una telecamera, per me è un trauma, perché io non ci sono abituata, ma l'ho fatto perché si era
messa su la macchina del fango, volevano infangare subito mio figlio. Questa macchina del fango purtroppo, dopo 9 mesi, continua ad andare avanti, ora vogliono farlo con me e la mia famiglia". E' il duro attacco di Antonella Leardi, la madre del tifoso del Napoli Ciro Esposito ucciso lo scorso maggio prima della finale di Coppa Italia all'Olimpico di Roma, ospite di Lucia AnnunziataIn mezz’ora su Raitre insieme al marito Giovanni Esposito.

"Quei tifosi hanno il cuore arido" - La scorsa settimana, durante Roma-Napoli, i tifosi avevano esposto uno striscione choc contro la donna, accusata di "lucrare" sulla morte del figlio. "Sono persone che hanno il cuore arido e un cuore arido difficilmente riesce a mettersi nei panni altrui - ha detto la Leardi -. Noi andiamo in lungo e largo per l'Italia, non abbiamo mai recepito stipendio o retribuzione, a noi nessuno ci paga". Il libro Ciro Vive "è una intervista di cui siamo stati tutti partecipi, io in primis, perché parlo di mio figlio e parlando di Ciro io parlo di tutti i figli - ha spiegato -, Ciro è stato aggredito non perché c'era una rissa ma perché stava andando a mettere in salvo un autobus minacciato da petardi e bombe carte, infatti aveva ancora lo zainetto sulle spalle quando è stato sparato, certamente non era in assetto di guerra. Mio figlio seguiva il calcio da quando aveva 16-17 anni, ha fatto tante trasferte, non è mai ritornato a casa con un un Daspo, con un livido o con un graffio". Alla domanda se prendano proventi dal libro, Antonella Leardi ha risposto: "I proventi di questo libro sono devoluti tutti all'associazione Ciro vive, fondata dopo la morte di Ciro. Ci autofinanziamo, andiamo gratuitamente nelle scuole, nelle scuole-calcio, abbiamo fatto seminari, eventi".

"Non posso stare a piangere" - "Io non ho mai creato opportunità di poter dare adito alle tifoserie opposte di scatenarsi così contro di me - ha sottolineato la mamma di Ciro -, sono stata accusata di aver istigato la tifoseria dicendo che la Roma non mi aveva invitato, ma non è così: anche il Napoli non mi ha invitato per Napoli-Roma, né io ci tengo a essere invitata perché se voglio vedermi la partita mi compro il biglietto e ci vado". "Ci sono tanti tifosi, anche romanisti, che mi contattano e non sono d'accordo con tutto quello che sta succedendo - ha aggiunto - loro mi danno la forza di andare avanti". "Non posso stare chiusa a piangere, e credo che dal mio volto si vede che lo piango ogni giorno e lo piangerò sempre, ma io ho sposato una causa - conclude -: andare avanti affinché qualcosa possa cambiare nel calcio. Noi siamo una scintilla da cui speriamo possa divampare un incendio: senza le autorità dello Stato e l'appoggio delle società non possiamo fare nulla".

 

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Commenti all'articolo

  • papik40

    13 Aprile 2015 - 03:03

    La sig.ra Leardi e' una "furbina" che ha trovato il mezzo di farsi pubblicita', girare in lungo e largo l'Italia e, indubbiamente, far vivere lei e la sua famiglia con i soldi dei benefattori . Con i soldi che resteranno se resteranno faranno (forse) beneficenza nella miglior tradizione di tutte le fondazioni ! E' proprio questo motivo che lo striscione dice la sacrosanta verita'

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  • Happy1937

    12 Aprile 2015 - 20:08

    Non sono tifosi, sono delinquenti che andrebbero messi in galera e buttare la chiave.

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