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Primo atto

Caso Yara, inizia il processo a Massimo Bossetti

Caso Yara, inizia il processo a Massimo Bossetti

Massimo Bossetto al termine del processo davanti al tribunale di Bergamo è stato rinviato a giudizio. Il carpentiere si era presentato stamattina, lunedì 27 aprile davanti al giudice per il primo atto del processo a Massimo Bossetti arrestato a giugno scorso per l'omicidio di Yara Gambirasio. In un tribunale blindato a Bergamo si svolgerà l'udienza preliminare del giudice Ciro Iacomino che dovrà decidere sul suo rinvio a giudizio per omicidio aggravato (oltre che per calunnia ai danni di un collega che il muratore di Mapello aveva indicato come possibile omicida).

Bossetti dovrà guardare di nuovo in faccia chi lo accusa e probabilmente ribadirà con altre dichiarazioni spontanee la sua innocenza (finora cinque giudici di diversi gradi gli hanno negato la scarcerazione). Sul muratore 44enne pesano una serie di gravi indizi, tra cui la prova scientifica del Dna. Una traccia mista del presunto assassino e della vittima - trovata sui leggings e sugli slip della tredicenne - che la difesa da mesi cerca di sconfessare - ma non solo: ci sarebbero le immagini di alcune telecamere che mostrano il furgone di Bossetti vicino alla palestra nel giorno della scomparsa di Yara, alcune fibre di tessuto dei sedili compatibili con quelli trovati sul corpo della vittima e le incongruenze di Bossetti nel racconto di quel pomeriggio del 26 novembre 2010.

I legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini non hanno dubbi: nessun rito abbreviato, si punta alla Corte d'assise per scagionare un uomo "contro cui non esistono prove, ma solo suggestioni che nulla valgono in un'aula di giustizia". Eppure una delle storie recenti più social della cronaca nera - l'annuncio del fermo fu dato via Twitter dal ministro Alfano e l'intero arresto è stato filmato e trasmesso in tv - rischia di non offrire immagini: sono state studiate misure di sicurezza per tenere lontani giornalisti e fotografi dall'aula del tribunale e per Bossetti è già stato scelto un ingresso secondario per evitare lo sguardo dei curiosi. Salvagni, ha presentato tre eccezioni di nullità, tutte respinte dal gup Iacomino. Il legale chiedeva la nullità degli accertamenti biologici dei Ris, perché condotti con lo strumento della delega di indagine e non con l'avviso alle parti. La seconda richiesta di nullità riguardava il capo di imputazione perché vengono indicati due luoghi diversi del delitto, sia Brembate Sopra che Chignolo d'Isola. La terza richiesta respinta era quella di tenere un incidente probatorio sul campione di Dna.

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Commenti all'articolo

  • japiro

    27 Aprile 2015 - 23:11

    gli avvocati hanno dimenticato di presentare richiesta di nullità anche per il fatto che la procura non ha in mano nessun video in cui si vede il figlio del Guerinoni che fa salire Yara sul furgone e poi la sevizia con un coltello o taglierino...

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