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Fanfare e sanatorie

Renzi, Pd e giornaloni: nasce il partito anti-pensionati

Renzi, Pd e giornaloni: nasce il partito anti-pensionati

E' partita l’operazione salva Renzi. In soccorso al governo sulla grana delle pensioni e su quella, non meno grave, delle cartelle esattoriali firmate dai dirigenti che non potevano, si sta mobilitando un fronte eterogeneo ma per questo non meno efficace. Ardito al punto da spingersi a mettere in dubbio le sentenze della Corte costituzionale in materia. Quella che obbliga l’esecutivo a rimborsare i soldi per gli adeguamenti al carovita delle pensioni superiori a tre volte il minimo e l’altra, non meno pesante, che ha bocciato una legge studiata per tenere in carica i manager del fisco che secondo la consulta non potevano avallare le cartelle con cui l’Agenzia delle entrate chiedeva soldi ai contribuenti.

Sul tavolo del Consiglio dei ministri sono arrivare entrambe le pratiche. Il rischio è che a godere di una corsia privilegiata sia la seconda: la tentazione è quella di varare una sanatoria per le cartelle che la sentenza della Suprema Corte ha di fatto delegittimato. Aprendo le porte a decine di migliaia di ricorsi alle Commissioni tributarie provinciali. Sono già arrivate le prime sentenze, tre favorevoli ai contribuenti e tre al Fisco. Di questo passo il contenzioso rischia di esplodere. Così Renzi è pronto a tirare fuori dal cassetto una bella sanatoria a tutto vantaggio dell’Amministrazione finanziaria: a prescindere dalle sorti dei 700 dirigenti-non-dirigenti, le cartelle ritornerebbero ad essere tutte valide. A impugnarle si rischierebbe di incappare in una bella condanna per «lite temeraria».

Il primo ad essere contrario è però il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. A giudizio del quale la sanatoria nasconde una trappola perché ammetterebbe implicitamente l'illegittimità degli atti, sempre negata dal governo e dallo stesso ministro. E aprirebbe una guerra a colpi di carte bollate. Per i rimborsi sugli adeguamenti delle rendite pensionistiche, invece, la partita è più sottile. Domani a Palazzo Chigi dovrebbe arrivare un nuovo nulla di fatto. Ma per l’esito finale della partita rischia di essere più importante quanto accade fuori e non dentro il Palazzo. «Io rinuncio. No, i soldi servono, il popolo dei pensionati si divide: diluvio di mail tra solidali e contrari», titolava La Repubblica, descrivendo un Paese spaccato a metà fra chi pretende tutti i soldi indebitamente trattenuti nelle casse pubbliche e quanti invece sono disposti a rinunciarvi. Pur di aiutare qualcun altro. «Sono pronto a questo sacrificio purché serva a dare lavoro ai giovani», scrive ad esempio Franco. «Ho poco più di 1.600 euro al mese ma non voglio gli arretrati: facciamo un referendum», gli fa eco Claudio. Per concludere con un secondo Franco: «Sono un pensionato di fascia medio-alta, rinuncio volentieri a favore di un programma socialmente utile».

Sotto questa pressione sociale, amplificata dai media, Renzi potrebbe avere buon gioco a fermare la partita sulle rendite da integrare. Rinviando la decisione a dopo le elezioni regionali.
Anche Il Sole 24 Ore è impegnato a dar conto del difficile passaggio in cui è impegnato l’esecutivo. «Le sentenze della Corte costituzionale vanno accolte sempre con grande rispetto», scriveva ad esempio sul quotidiano di Confindustria Fabrizio Forquet, «ma è difficile non condividere le perplessità arrivate da più parti sulla sentenza spacca-conti che ha spazzato via lo stop all’indicizzazione delle pensioni». Si sa, la confederazione di viale dell’Astronomia non si è mai scaldata più di tanto sui temi del welfare pubblico. Tranne quando si parla di tagliare i contributi che pesano in busta paga. L’endorsement pro Renzi sul nodo dei rimborsi previdenziali è destinato però a pesare.

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Commenti all'articolo

  • muronigiovanni53

    29 Maggio 2015 - 14:02

    Certo che sono tutti d'accordo nel tassare, per le pensioni, e per tutto il resto per chi non l'avesse ancora capito, mi dispiace per loro, perchè dopo le elezioni se il PD vince, vedrete le tasse che vi cadranno sulla testa , poi non lamentatevi, sarà peggio per voi. Non votate PD.

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  • encol

    21 Maggio 2015 - 08:08

    Ma non scrivete che Padoan è contrario . Possibile non aver ancora capito come funziona ? Il primo la spara grossa , è la sola cosa che sa fare, il secondo finge di smorzarla per calmare un po' le acque, insieme portano a termine la fregatura. Così funziona il giochetto. Anche al mercato per venedere fuffa si fa così - Uno la propone l'altro fa da spalla fingendosi compratore e il gioco è fat

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  • scoglion

    20 Maggio 2015 - 22:10

    renzi restituisce 2 anziché 18 miliardi ai pensionati e dice pure che non vuole essere uno spot per le elezioni. mi viene da pensare a Crozza quando imita Marchionne che quando finisce il discorso, sempre peggiorativo per gli operai, dice "ma non voglio che mi si dica grazie!!!" se non ci fosse da piangere mi verrebbe da ridere!!!

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  • EhEhEh

    20 Maggio 2015 - 21:09

    Timoty Owen va a cagher.....

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