Cerca

Le indagini

Bardo, gli inquirenti: "Touil era in Italia il giorno della strage"

Bardo, gli inquirenti: "Touil era in Italia il giorno della strage"

Sembrano esserci pochi dubbi, ormai, sulla presenza Abdel Majid Touil in Italia il 18 marzo scorso, giorno della strage terroristica al museo Bardo di Tunisi. È quanto emerge dagli accertamenti svolti dalla procura e delle forze dell’ordine di Milano, che hanno dato esecuzione al mandato di arresto internazionale dell’autorità giudiziaria tunisina. Dai registri della scuola di italiano che il giovane marocchino frequenta due volta alla settimana a Trezzano sul Naviglio, risultata che Touil fosse in classe il giorno dell’attentato e a sostegno di ciò ci sono anche le testimonianze degli  insegnanti del ’Centro provinciale per l’istruzione degli adulti Maestro A. Manzì. Dalla richiesta di arresto tunisina si evincono, soltanto i titoli di reato di cui è accusato Touil. Nulla, invece, sulle fonti di prova che dovrebbero corroborare l’accusa.

Non è chiaro neppure se a Touil venga contestato il ruolo di esecutore dell’attentato oppure un supporto logistico. Quanto all’identità del ragazzo, gli investigatori sono in attesa di comparare le impronte prese al momento dell’arresto con quelle eventualmente in possesso delle autorità marocchine e tunisine. Domani è in programma,davanti ai giudici della V Corte d’appello di Milano, la prima udienza per la procedura di estradizione. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nel corso dell’informativa urgente alla Camera, dopo l’arresto del 22enne marocchino, ha rilevato: "Non ho mai escluso rischi per l’Italia, ho sempre detto nessuna evidenza e nessun riscontro. Ma nessuno può escludere il rischio, nessun Paese è a rischio zero". Nei primi 5 mesi del 2015, ha spiegato il ministro, sono state 33 le espulsioni nei confronti di persone sospettate di essere coinvolte nel fenomeno del terrorismo internazionale. Nel 2014 le espulsioni erano state 13. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non ha dubbi: "Chi dice era meglio se non lo arrestavamo, vorrei stenderlo sul lettino e fargli raccontare che cosa ha fatto da piccolo. Quando viene arrestato un presunto responsabile, non si può dire ’era meglio se non lo fermavamo, almeno non sapevamo"

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • tommy33

    24 Maggio 2015 - 21:09

    Ma che c..... me ne frega se era o non era in Italia. I tunisini lo vogliono indietro e noi vogliamo tenerci un'altro immigrato illegale. Ma che paese di m... siamo diventati ????

    Report

    Rispondi

  • ryckard56

    22 Maggio 2015 - 08:08

    non si crede più a niente,questi vanno e vengono a loro piacimento.e fanno i loro comodi.era in classe o c'era un sosia che ha firmato per lui?tanto si somigliano tutti!questo governo il giorno che si leverà di culo sarà sempre troppo tardi! in che mani siamo finiti,politici e istituzioni che ci riempono di terroristi e ci portano alla fame.

    Report

    Rispondi

  • Chry

    22 Maggio 2015 - 05:05

    Se fosse vero, espulsione immediata per leghista che in aula si è reso partecipe di quello scontro con le istituzioni, e provvedimenti contro chi inneggia al terrorismo, i Leghisti sono solidali ai terroristi veneti che hanno armato un trattore con cannone, a scopo di strage. Salvini chiedeva la liberazione per i terroristi e anche per l'assassino di Yara, un atteggiamento vergognoso e indegno

    Report

    Rispondi

  • wilegio

    wilegio

    22 Maggio 2015 - 00:12

    Ma cosa vuol dire se era in Italia il giorno della strage? Forse bin laden era a New York l'11 settembre 2011?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog