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Strage di Tunisi

Strage del Bardo, scuola e passaporto: Abdel non dice tutta la verità

Strage del Bardo, scuola e passaporto: Abdel non dice tutta la verità

Con il quaderno di italiano datato 18 marzo 2015, adesso, Abdelmajid Touil può anche esercitarsi a costruire aeroplanini di carta. Pare che non sia più un elemento così decisivo nelle indagini sulla strage al museo Bardo di Tunisi. Anche perché l’istituto Cucinelli di Trezzano sul Naviglio, presso il quale era iscritto, era chiuso sia il 18 marzo che il giorno prima. Gli alibi, dovrebbe cercarseli almeno un mese prima, visto lo sviluppo preso negli ultimi giorni dalla sua vicenda giudiziaria.

«Sono stati gli altri arrestati a parlare di lui - ha spiegato a La Repubblica Mohamed Ali Aroui, portavoce del ministro dell’Interno tunisino - e dell’altro marocchino. I marocchini erano in due, uno è lui e l’abbiamo arrestato, l’altro è ricercato». La rete terroristica, composta da una trentina di persone, è stata quasi completamente smantellata. Ne hanno già arrestati 23 componenti. Rimangono tuttavia ancora in circolazione sei ricercati, fra i quali cinque tunisini e un altro marocchino.

In attesa di conoscere l’esito della richiesta di estradizione di Touil, a Tunisi gli investigatori non intendono entrare nei dettagli sui rapporti fra gli indagati. Si limitano a dire di avere «diverse altre prove, sia di carattere tecnico che investigativo» e che giudicano assai più importanti «i riconoscimenti fotografici» e le chiamate in correità «da parte degli altri terroristi» islamici che accusano il 22enne marocchino di aver ricoperto «un ruolo importante relativo alla logistica» e «una rilevante partecipazione indiretta» nel mese di febbraio, prima di arrivare in Italia da clandestino.

Altre fonti del ministero dell’Interno hanno rivelato all’agenzia Reuters i movimenti di Touil, che sarebbe arrivato dal Marocco in Tunisia in aereo il 2 febbraio e in seguito si sarebbe recato in Libia illegalmente. Cos’abbia fatto dopo, per gli inquirenti, risulta pressoché trascurabile. Tanto quanto l’alibi che lo collocherebbe nella scuola il giorno dell’attacco, utilizzato dai familiari per smentire che il giovane possa avervi preso parte come esecutore materiale. Semmai, a suo carico si ipotizzano altri reati, fra i quali la fornitura di armi ai terroristi. In particolare, secondo Il Tempo che cita l’intelligence tunisina, sarebbe sospettato di aver prestato il proprio passaporto a uno dei membri del commando responsabile della morte di 24 persone - fra le quali quattro italiani - e del ferimento di altre 45. Grazie a quel documento, il terrorista si sarebbe dileguato subito dopo la sparatoria, riuscendo a rendersi irreperibile, almeno per un certo periodo. Poi, catturato, avrebbe confessato le modalità con cui si sarebbe procurato la nuova, falsa identità.

Se la circostanza fosse confermata, si tratterebbe di un elemento ulteriore che spiegherebbe il motivo del viaggio di Touil in Libia, allo scopo di tornare in Italia dove aveva fornito false generalità al momento dello sbarco a Porto Empedocle. E contribuirebbe a chiarire definitivamente la denuncia di smarrimento del passaporto, presentata da sua madre (e stranamente non da lui) qualche giorno dopo l’attentato. Se davvero c’è stato uno scambio di persona, è avvenuto per coprire la fuga dei terroristi. Ne sono convinti, dopo giorni di accertamenti, i magistrati di Milano, ormai certi, grazie anche a ulteriori scambi di informazioni con Tunisi, che Touil è effettivamente la persona indicata nel mandato di cattura trasmesso dalle autorità tunisine.
Intanto, anche le indagini milanesi proseguono, in collaborazione con la Procura di Roma dove è stato aperto un fascicolo per la morte dei quattro italiani. In particolare si starebbero analizzando i dati contenuti nelle due chiavette di memoria elettroniche, nel cellulare e nelle schede telefoniche sequestrate al marocchino, con l’obiettivo, tra l’altro, di riuscire a ricostruire la sua rete di rapporti in Italia e nei paesi del Nord Africa ed eventuali contatti con esponenti dell'integralismo jihadista.

Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • francori2012

    25 Maggio 2015 - 15:03

    Ehi "amico" sai dove te li devi schiaffare le due dita "Victory style"? Te lo dico subito...no te lo dico dopo. Mi fanno imbestialire anche se molti di loro non lo sanno.Ma quale vittoria?L'unica è quella di questa "Feccia che ce lo mette nel lisca a noi poveri cristi che, dopo una vita di lavoro,grazie a gente come Renzi e Alfaninetto vengono qui a farsi mantenere,o peggio. Francori2012

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  • Happy1937

    24 Maggio 2015 - 20:08

    Se la scuola era chiusa l'insegnante che ne ha attestato la presenza a scuola nel giorno della mattanza andrebbe processata per direttissima per falsa testimonianza.

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  • lallo1045

    24 Maggio 2015 - 19:07

    Estradizione IMMEDIATA in Marocco anche dei famigliari e fiancheggiatori che lo hanno e\o stanno coprendo, senza se e senza ma.

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    • Happy1937

      25 Maggio 2015 - 08:08

      Se chi comanda in Italia avesse la testa sulle spalle sarebbe l'unica cosa da fare. E mandiamo con loro anche la Professoressa.

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