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La storia

Zangrillo, il medico del Cav salva un bambino dal coma

Zangrillo, il medico del Cav salva un bambino dal coma

Dal silenzio di un’assenza di coscienza vicinissima alla morte alle prime parole del ritorno alla vita: "Dottore, hanno già giocato la finale di Champions?". Così Michi, 15 anni non ancora compiuti quando un mese fa fu estratto in arresto cardio-circolatorio dopo essere sparito per quasi un’ora nelle acque milanesi del Naviglio, si è rivolto ad Alberto Zangrillo  dell’ospedale San Raffaele, che con la sua équipe ha trasformato una pagina di cronaca nera in una favola a lieto raccontata oggi alla stampa. Un caso di rianimazione di frontiera, reso possibile dal freddo, che ha protetto i centri vitali del ragazzo, e da un’intuizione del team medico: usare l’Ecmo, la macchina salva-polmoni nota per il suo impiego nei casi più gravi delle ultime ondate di influenza, per sostenere l’attività del cuore e degli altri organi sperando nel risveglio.

La storia di Michi - Tutto comincia nel pomeriggio assolato del 24 aprile scorso, quando Michi rimane intrappolato a 2 metri di profondità nel Naviglio Grande all’altezza di Castelletto di Cuggiono, dove poco prima si è tuffato per il primo bagno della stagione. Almeno 43 minuti inghiottito nell’acqua fredda di una primavera ancora agli inizi, alla vigilia di un giorno di festa. Un’eternità per gli amici e i passanti che assistono impotenti alla scena e lanciano l’allarme. Anche la mamma accorre sul posto. Il corpo viene riportato in superficie dai sommozzatori dei Vigili del fuoco e i soccorritori del 118 operano i primi tentativi di rianimazione. Ma Michi ha il cuore fermo, la sua temperatura corporea è crollata a 29 gradi.

L'intuizione del medico - L’elisoccorso che lo preleva atterra in via Olgettina alle 18.30 e il ragazzo viene preso in carico dal gruppo di Rianimazione cardio-toraco-vascolare diretto da Zangrillo. Che, nonostante la situazione disperata, tenta il tutto per tutto: confidando nelle condizioni di ipotermia relativa del giovane, opta per una procedura estrema di assistenza meccanica con circolazione extracorporea. E il miracolo avviene: "Nel corso di questo ultimo mese", spiegano dall’Irccs, "Michi ha sorprendentemente recuperato con gradualità l’autonomia delle sue funzioni vitali, consentendo ai rianimatori un progressivo e lento svezzamento dall’Ecmo". Il ragazzo è tornato cosciente: "È vigile, orientato nel tempo e nello spazio, parla con i genitori e ricorda la sua vita prima dell’incidente".

Una nuova vita - Ora inizierà quella nuova, che purtroppo sarà senza una gamba: "Una locale alterazione della perfusione periferica manifestata nelle prime fasi di cura ha imposto l’amputazione sotto al ginocchio". Michi però è vivo. Rinato dalle acque del Naviglio.

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Commenti all'articolo

  • alfa553

    27 Maggio 2015 - 10:10

    Questa storia e un falso,43 minuti sotto l'acqua senza respirare.... questo si chiama lazzaro e io non ci credo una mazza.

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  • antari

    26 Maggio 2015 - 22:10

    Poi invece uno va in galera 3 giorni e ci rimane secco...

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  • cartonito

    26 Maggio 2015 - 17:05

    Adrio Franceschini oltre al cervello fatti curare gli occhi.

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  • kufu

    26 Maggio 2015 - 13:01

    ... mentre invece il fratello, Direttore del personale di ACEA di Roma, vuol mandare sul lastrico i dipendenti dell'azienda romana.

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