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Il paradosso

Brigate Rosse, ex terrorista firma petizione per dedicare una via alle vittime di piazza Nicosia. I parenti: "La tolga, non possiamo perdonare"

Brigate Rosse, ex terrorista firma petizione per dedicare una via alle vittime di piazza Nicosia. I parenti: "La tolga, non possiamo perdonare"

Da una petizione per dedicare un luogo pubblico alle vittime delle Brigate rosse è nata una grossa polemica. Perché fra i firmatari c’è proprio una ex Br. Come riporta il Corriere.it Raimondo Etro, romani di 58 anni già condannato a 20 anni e 6 mesi per il sequestro di Aldo Moro, non pensava di sollevare tutto questo polverone quando ha deciso di firmare. La petizione è rivolta al ministro dell’Interno Angelino Alfano e vuole intitolare una via, una piazza o una caserma al brigadiere Antonio Mea e all’agente di polizia Pierino Ollanu, uccisi dalle Br il 3 maggio 1979 in piazza Nicosia, a Roma, durante l’assalto alla sede regionale della Dc.

Passare inosservato – Raimondo Etro sperava di confondersi fra gli altri firmatari, ma il suo nome è stato notato. Anche se non è stato coinvolto direttamente nell’omicidio Moro, Etro fece il palo segnalando da piazza Stresa il passaggio delle auto di Moro e della scorta a Mario Moretti, che attendeva in via Fani. “Io ho rotto coi compagni e col mio passato – ha dichiarato al telefono -. Ho cambiato il modo di vedere le cose, sono diventato amico di tanti poliziotti. Lo so che è impossibile, per chi si è armato e ha bruciato delle vite, capire ancora oggi il male fatto. Non esiste pentimento, dissociazione o altro per comprendere il danno arrecato a madri, padri, mogli, figli che semplicemente vivevano la loro vita. Attaccati, feriti, uccisi nella pretesa di costruire una società più giusta. Io ora so che non esiste una società più giusta costruita sulla violenza. Tutti quelli che ci hanno provato hanno fallito, hanno creato solo morte e distruzione. Il discorso, però, si allargherebbe. L’unica cosa che resta è il dolore".

L’indignazione – La più scandalizzata è Angela Ollanu, sorella di Piero, morto a 25 anni: “Oh mamma mia. La tolga subito quella firma. Non fu lui a premere il grilletto, d’accordo, ma in quanto terrorista, pur semplice palo di un’altra strage, ha fatto soffrire anch’egli tanta gente. E noi non possiamo dimenticare, non possiamo perdonare...”.

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