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Prevenzione

Sicurezza stradale, da questa sera partiranno i droga test in strada per 19 città italiane

Dalla sera del 29 maggio, in 19 città italiane, parte la sperimentazione dei droga test sulla strada. Dopo gli alcool test per chi guida in stato di ebbrezza, l’iniziativa presentata questa mattina dalla Polizia di Stato ha come obiettivo quello di smascherare chi guida sotto effetto di stupefacenti direttamente a partire dai controlli su strada. Questi nuovi controlli dureranno 3 mesi e coinvolgeranno le città di Roma, Napoli, Bari, Bologna, Novara, Bergamo, Brescia, Padova, Verona, Trieste, Savona, Forlì Cesena, Ancora, Ascoli Piceno, Perugia, Pescara, Teramo, Messina e Cagliari.

Come funziona - Il sistema è più complesso di quello dell’etilometro. Il test avviene tramite il prelievo di saliva, con la quale sul momento sarà possibile valutare la positività a 5 sostanze. “Abbiamo scelto la saliva perché è simile al sangue, ma è un test meno invasivo” ha spiegato Fabrizio Cipriani, direttore del Servizio affari generali di Sanità. In un secondo momento verrà effettuato sugli stessi campioni un altro esame, svolto dai laboratori di Roma in modo centralizzato e uniforme per tutti. Il conducente nel frattempo potrà richiedere un campione per effettuare delle proprie controanalisi. In caso di positività già al primo test su strada, è previsto il ritiro della patente. Una ulteriore conferma in laboratorio sarebbe la base per una denuncia per guida sotto effetto di droghe.

Gli obbiettivi - Roberto Sgalla, direttore generale per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e dei reparti speciali, ha spiegato che quello degli “stupefacenti è un settore dove mancava un controllo sistematico”. Per questo è stato realizzato il “modello operativo che partirà in questi giorni”. Per 3 anni di controllo saranno necessari 2 milioni di euro per estendere la copertura territoriale, avere più kit, più laboratori e finanziare i trasporti. “Oggi noi siamo costretti a dire che chi guida non si droga - ha concluso - visto il numero basso di infrazioni contestate, ma il dato deriva dalla mancanza di sistematicità dei controlli. Già da settembre avremo i primi dati e capiremo qual è l’entità del fenomeno su circa un quinto del Paese”.

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Commenti all'articolo

  • fabrizio.carzedda

    30 Maggio 2015 - 14:02

    E' GIUSTO !

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