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Accusata di omicidio

Ravenna, l'ex infermiera Daniela Poggiali scrive una lettera dal carcere: "Non sono l'infermiera killer dal sorriso beffardo"

Ravenna, l'ex infermiera Daniela Poggiali scrive una lettera dal carcere: "Non sono l'infermiera killer dal sorriso beffardo"

"Rabbia, frustrazione, paura". Sintetizza così in una lettera pubblica il suo stato d'animo, Daniela Poggiali, l'ex infermiera dell'ospedale di Lugo in carcere con l'accusa di omicidio di un paziente tramite un'iniezione di potassio e sospettata di altre morti nella struttura dove lavorava. Sui giornali la Poggiali è stata subito descritta come: "l'infermiera killer dallo sguardo gelido e il sorriso beffardo". Lei stessa ricalca con sdegno l'etichetta che i media le hanno attaccato addosso dal giorno del suo arresto, ma non perde quel sarcasmo che già nelle foto che la ritraevano sorridente mentre gli agenti lo scorso ottobre la portavano in Tribunale già traspariva: "Se non fosse un dramma vissuto in prima persona - scrive la Poggiali nel testo riportato da Il Giorno - potrebbe risultare quasi divertente come una novella di Boccaccio". Lei sorrideva davvero il giorno della conferma dell'arresto, però lo sguardo era rivolto solo al suo compagno: "Nessuno ha capito che dietro quel sorriso non c'è altro che disagio e sofferenza". È convinta della sua innocenza, parla della: "vita di una persona normale" che "viene stravolta all'improvviso", perché: "l'arresto di una persona innocente è qualcosa di inspiegabile... Ti senti crollare il mondo addosso... non sai più che pensare e dire!!!". La Poggiali è accusata di un solo omicidio, ma gli inquirenti stanno indagando su decine di casi sospetti. Lei non ha voluto seguire nessun rito alternativo, il 16 ottobre a Ravenna ci sarà l'udienza in Corte d'Assise, lei sarà in aula e ha ancora intenzione di ribadire che in quella cella non doveva mai entrarci.

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