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L'intervista

Ragazzo morto in gita, parlano i compagni: "È un mistero anche per noi, ci siamo svegliati e non c'era più"

Ragazzo morto in gita, parlano i compagni: "È un mistero anche per noi, ci siamo svegliati e non c'era più"

I compagni di Domenico Maurantonio, dopo un lungo silenzio, hanno cominciato a parlare. E lo fanno in un’intervista concessa al Mattino di Padova, giurando la loro innocenza. Nessun festino, nessuna notte alcolica, niente scherzi in giro per l’hotel. Il 19enne padovano, morto cadendo da una finestra di un albergo di Milano la notte del 10 maggio scorso, stava bene ed era sereno. Questo il succo delle loro parole, mentre gli investigatori stanno ancora cercando di ricostruire la dinamica degli eventi.

Non sappiamo nulla – “È un mistero anche per noi, non abbiamo veramente idea di cosa possa essergli successo”: i due ragazzi che hanno deciso di parlare non riescono a capire come Maurantonio possa essere precipitato giù dal balcone. “In camera non c’è stato alcun festino – hanno proseguito - eravamo tutti molto stanchi. Ci siamo trovati in camera in cinque ragazzi, compreso Domenico. Tutti maschi. Abbiamo chiacchierato tranquillamente con la porta chiusa e un tono di voce da conversazione normale. Nessuno era ubriaco. Abbiamo bevuto in cinque una bottiglia di liquore alla prugna”. Fino alle 3.20 i ragazzi hanno continuato a chiacchierare, finché non sono scesi nella hall per prendere un po’ d’aria; “Domenico era sereno, come sempre”, e alle 5.30 sono tornati in camera e si sono addormentati. Maurantonio era a letto, ma quando uno di loro si è svegliato alle 6.30 non lo ha più visto: “Aveva lasciato sul comodino occhiali, portafoglio e telefono. Siamo scesi e abbiamo iniziato a chiedere se l’avessero visto, poi è arrivata la polizia”.

L'ipotesi - Dopo aver negato ogni tipo di omertà sul caso, i due compagni di classe avanzano anche una particolare ipotesi che fino ad ora non è circolata: "L'unica ipotesi che abbiamo fatto - hanno spiegato - è che Domenico possa aver avuto un problema neurologico e che in stato confusionale abbia scambiato la porta d'uscita della camera con quella del bagno che era di fianco". Poi ribadiscono: "Questa è solo un'ipotesi". E infine ribadiscono di non sapere cosa sia successo quella notte.

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