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Nero su bianco

Marò, l'accusa di Toni Capuozzo: "Qualcuno nella Marina ha fatto una carriera-lampo sulla loro pelle"

Toni Capuozzo

Una vicenda infinita, e intricata, e dolorosa, quella dei nostri marò prigionieri in India. E sull'odissea di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone prigionieri in India, Toni Capuozzo, ha scritto un libro: Il segreto dei marò, edito da Mursia, in uscita nei prossimi giorni. Il giornalista, intervistato da Il Tempo, si dice sicuro della loro innocenza e premette: "Non nascondo nel libro di avere un pregiudizio favorevole, in base alla conoscenza personale con Latorre, che mi ha fatto da scorta, in Afghanistan nel 2006, e in generale per la mia esperienza. Non ho mai visto né sentito di un militare italiano con il grilletto facile. Mi è capitato più volte di trovarmi in situazioni di tensione e, al contrario mi sono chiesto: ma quando sparano? I militari italiani - sottolinea Capuozzo - sono prudenti, attenti e rispondono al fuoco se attaccati".

Le accuse agli indiani - Secondo il giornalista, "non è un caso che gli indiano non siano arrivati a istruire un processo" sul loro conto. "Perché - prosegue - non c'è alcuna prova della loro colpevolezza, ci sono al contrario molte prove della loro innocenza". Sulle indagini, spiega, sono state effettuate con "molta faciloneria, una grande approssimazione e con un teorema: sono stati gli italiani, sono colpevoli. Tutto ha avuto subito un forte connotato politico: erano giorni in in cui il Partito del Congresso si giocava la maggioranza, in Kerala c'era l'elezione supplettiva per un deputato che era deceduto. L'incidente ai due pescatori rappresentava un'occasione formidabile". Per Capuozzo, dietro alla vicenda, c'è un peccato originale: "Era già decisa la colpevolezza, bisognava solo acconciare un teorema. E' stato fatto in modo facilone e maldestro".

Terribile sospetto (sull'Italia) - Ma il giornalista, poi, accusa anche l'Italia: "Siamo disastrosi. Convinti, all'inizio, che la cosa possa finire a tarallucci e vino, ci sfugge completamente la strumentalizzazione politica". Nell'intervista, si ricorda poi a Capuzzo che nel suo libro spiega che chi ha avuto a che fare questo caso, tra le sfere militari italiane, ha fatto una rapida carriera. Ed è qui che Toni mette nero su bianco la sua accusa più grave: "E' vero che alcuni posti nella Marina militare sono dei trampolini di lancio - premette -. Chi guida la Squadra Navale è chiaro che poi avrà un incarico più importante, tutte persone che avevano carriere brillanti annunciate. Il sospetto - punta il dito - è che queste carriere siano un omaggio ad un atteggiamento che ha accettato la supremazia della politica e dell'economia".

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Commenti all'articolo

  • dinosai.ds

    11 Settembre 2015 - 20:08

    La storia del calibro non corrispondente si è sempre saputa e che gli indiani accortisi dell'incongruenza misero delle patetiche pezze a colore , perché non abbiamo battuto da subito e con forza su questa prova? Dino Saitto

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  • francoruggieri

    10 Luglio 2015 - 15:03

    E che dire ci colui che ordinò al comandante della nave italiana di attraccare al porto indiano e far sbarcare i marò? Una autentica mer**. Che sia questa mer** quello di cui parla Capuozzo?

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  • VERNE

    25 Giugno 2015 - 11:11

    In Italia i peggiori sono quelli che ci governano e fanno carriera

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  • Janses68

    10 Giugno 2015 - 14:02

    Eppoi si chiedono perche' la gente sta con Salvini .... vorrei vedere come si comporterebbe una volta al potere con gli sbarchi in sicilia e in tutto il sud. Se realmente farebbe muovere una nave a bombardare i barconi o invadere le coste libiche ,.... Nessuno haime' e' cosi' pazzo da scatenare una guerra , ma ci vorrebbe per far capire come la pensiamo in molti. Ma il nostro esercito e' pudding.

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