Cerca

La storia

Baby doccia, sesso a scuola una volta al giorno. Nina: "Ho iniziato per noia"

Baby doccia, sesso a scuola una volta al giorno. Nina: "Ho iniziato per noia"

La prima volta di Nina è stata a scuola, durante un cambio dell'ora. Al bagno del terzo piano, quello più isolato, ha fatto sesso orale e poi ha avuto un rapporto completo. "Mi annoiavo e non sapevo che fare durante una lezione", ha raccontato la ragazzina a Beatrice Borromeo che l'ha intervistata per realizzare il documentario "Sex and the teens" che andrà in onda questa sera Sky Tg24. "Questo ragazzo mi ha mandato il messaggio con le tre S e io sono uscita e l'ho raggiunto. Le mie amiche mi aspettavano su di giri al ritorno, sono stata al centro dell' attenzione per giorni. Dopo la prima, la seconda, la terza volta diventa normale".

Una volta al giorno - Nina è una di quelle adolescenti che vengono definite "baby doccia" perché fanno sesso, nei bagni di scuola, una volta al giorno, così come ci si lava una volta al giorno. Un fenomeno già osservato a Milano, per lo più nelle scuole private, che ha preso piede anche a Napoli ma non per soldi. Le ragazzine lo fanno solo per il piacere di farlo, per scoprire cosa si prova, come documentano i numerosi video fatti con il cellulari e foto collezionati da Nina nei due anni in cui ha fatto la "baby doccia". In uno di questi, racconta il Fatto Quotidiano, si vede una compagna di classe che riceve un messaggino durante l'ora di educazione fisica con su scritto, semplicemente, "SSS". " È il nostro codice. Vuol dire 'sesso? ', tu capisci, dai l'ok e indichi a quale cambio dell'ora vuoi incontrarti", spiega lei. Nina filma la compagna mentre lascia la lezione e segue un ragazzo nel bagno di scuola, con la porta che si chiude alle loro spalle e le amiche che ridono in sottofondo.

Il piacere di farlo - Nel suo gruppo erano sei o sette. "Non c'era nessuna che non l' aveva fatto, anche perché sennò non avrei cominciato neppure io", spiega Nina alla Borromeo. "Non lo facciamo per raggiungere il piacere, ma giusto per il piacere di farlo. Lo stato d'animo dopo? Non ci pensavo tanto. Provavo a non pensarci troppo. Perché altrimenti cominciavo a dire: forse sto sbagliando, forse non dovrei vendermi così tanto, con tutti questi ragazzi. Ma era una cosa che mi divertiva. Aveva significato solo se il ragazzo mi piaceva, altrimenti non mi faceva né caldo né freddo".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • filen

    filen

    05 Giugno 2015 - 11:11

    Cazzi loro e delle belle famiglie che li crescono

    Report

    Rispondi

  • aifide

    04 Giugno 2015 - 19:07

    Su quali modelli può contare? Renzi, la De Flippi.......................?

    Report

    Rispondi

  • pino&pino

    04 Giugno 2015 - 18:06

    umbro80 - ....e perché? Non Ricorda la fulgida carriera di una povera ladra marocchina ... non è questo che apprendono i nostri figli?

    Report

    Rispondi

  • umbro80

    04 Giugno 2015 - 13:01

    Il concetto di dignità l'ha mai sfiorata?

    Report

    Rispondi

blog