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Una famiglia su 5 in crisi

Il 6.3% non arriva a fine mese

Una famiglia su 5 in crisi
Il Rapporto Istat 2008 porta la luce una nuova emergenza: una famiglia su cinque ha difficoltà economiche crescenti. Il 6,3% addirittura non riesce ad arrivare a fine mese. Secondo l'Istituto di statistica, il 22% circa delle famiglie italiane e' vulnerabile mentre il 41,5% si può definire "agiato". Circa metà delle famiglie vulnerabili, 2 milioni e mezzo, segnalano difficoltà economiche soprattutto a causa di forti vincoli di bilancio. Spesso non riescono a effettuare risparmi e nella maggioranza dei casi non hanno risorse per affrontare una spesa imprevista di 700 euro. La maggioranza di queste famiglie si e' trovata almeno una volta nel corso del 2007 senza soldi per pagare le spese alimentari, i vestiti, le spese mediche e quelle per i trasporti. Dal punto di vista territoriale "le famiglie in difficoltà per le spese della vita quotidiana" risultano relativamente più diffuse nel Mezzogiorno. In particolare Sicilia 12,3%, Calabria 11,6 e Puglia 10,3%. Circa 1 milione e 500 mila famiglie (6,3%) denunciano, oltre a seri problemi di bilancio e di spesa quotidiana, più alti rischi di arretrati nel pagamento delle spese dell'affitto e delle bollette, nonché maggiori limitazioni nella possibilità di riscaldare adeguatamente la casa e nella dotazione di beni durevoli.

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Commenti all'articolo

  • forzadoria

    27 Maggio 2009 - 16:04

    Tutti, dalla Confindustria all'Istat passando per le nostre tasche, ci siamo accorti della crisi. Tutti tranne Papi, che continua a fare finta che non esista e critica chi ne parla. Come se bastasse non citarla per farla sparire. Predica ottimismo e fiducia, ed è vero che sono componenti importanti per uscire prima e meglio dalla crisi; ma non ce le può prescrivere il medico, devono essere le istituzioni a infondere fiducia, con fatti concreti anziché con promesse fumose. PS Qualcuno mi traduce il post di Vincenzo? Non ho capito niente!

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  • gasparotto

    26 Maggio 2009 - 18:06

    A me una cosa sta tremendamente a cuore. Il futuro dei nostri giovani,dei nostri figli, molti dei quali stanno ancosa tra le mura domestiche alla veneranda età di trenta e passa anni. Noi genitori gli abbiamo dato la laurea ed una istruzione, ma lo stato non gli ha concesso nulla, solo qualche lavoro precario. E sono i giovani la spina dorsale il tessuto connettivo della nazione del domani. Se io dovessi fare una lotta politica, questa lotta l'abbraccerei con tutte le mie forze ed energie. Trascurare i giovani è un delitto che lo stato non deve fare. Ecco, cominciamo ad interessarci dei nostri giovani anzichè stare a piatire ed a disperarsi per i migrantes e roba varia. A noi interessa di più la roba di casa nostra.

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  • ludwigterzo

    26 Maggio 2009 - 17:05

    si,ma relativi a fine 2007 inizio 2008!Governo Prodi e non era ancora scoppiata la crisi,questa terribile crisi che,a quanto vedo,aveva ragione Berlusca.

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  • uycas

    26 Maggio 2009 - 14:02

    sono dati falsi fatti da economisti e statistici comunisti per screditare il governo. La crisi non è mai esistita, peccato che tutti i risparmi investiti in polizze, fondi di investimento od azioni valgano almento il 50% in meno. Secondo me questi dati sono troppo ottimistici e soprattutto non fresxchissimi basta guardarsi in giro, i numeri sono piccoli perchè abbiamo contratto i consumi pur di starci dentro.

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