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La svolta

Omicidio Yara, una lettera anonima scagionerebbe Massimo Bossetti: "L'assassino è un muratore polacco"

Omicidio Yara, una lettera anonima scagionerebbe Massimo Bossetti: "L'assassino è un muratore polacco"

Una nuova svolta nel caso Yara potrebbe far sperare Bossetti. O almeno, scagionarlo dall’accusa di omicidio. Secondo quanto riportato in due lettere anonime arrivate nella redazione del settimanale Oggi, sarebbe stato un muratore polacco a uccidere Yara Gambiraso, alla presenza di Massimo Bossetti. Secondo l’anonimo che le ha scritte, in un italiano non privo di errori grammaticali, il “vero” assassino sarebbe dunque un muratore polacco, che beveva troppo e quando era ubriaco diventava violento. L’uomo sarebbe poi stato ucciso dai complici in un cantiere, dove avrebbero simulato un infortunio sul lavoro facendolo cadere da un ponteggio. I complici, favoreggiatori e testimoni dell’omicidio, minaccerebbero e costringerebbero al silenzio Bossetti.

La lettera - Il muratore di Mapello avrebbe assistito impotente all’omicidio, sarebbe stato male e poi sarebbe scappato terrorizzato: “Certo che signor Bossetti non potrà mai dire tutta la verità visto cosa hanno fatto sorella, piena di botte poveretta”, scrive l’anonimo nella prima lettera. E nella seconda aggiunge: “Nessuna meraviglia qualcuno se la prenda con sorella di Massi. Lui non può, non deve proprio parlare ok? (in trappola)... Il Massi ricordo che è scappato dalla spavento... certo eravamo in diversi e voi non lo capite”. Le lettere, afferma Oggi, hanno il timbro postale di Padova e l’indicazione che provengono da Santa Giustina in Colle, in provincia di Padova.

L’anonimo scrittore - Nelle 59 mila pagine dell’inchiesta c’è una sola persona che proviene da Santa Giustina. Si tratta di Roberto Benozzo, il datore di lavoro di Mohamed Fikri, il piastrellista fermato con l’accusa di aver ucciso Yara e prosciolto dopo due anni. “Dall’inchiesta Roberto è uscito pulito ma distrutto dai sospetti” - hanno confidato a Oggi la mamma e la sorella di Benozzo – “è un mitomane che vuole attirare la vostra attenzione”. Sta alla magistratura adesso verificare se si tratti davvero di un mitomane o se la segnalazione porterà a nuove indagini.

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Commenti all'articolo

  • michelangelokap

    28 Agosto 2015 - 17:05

    La verità sono anni che tento di dimostrare che si tratta di un omicidio di una setta satanica guidata da una personalità al di sopra di ogni sospetto che può avere depistato le indagini e che bossetti fosse un testimone complice forzato. Cercate su Google: bossetti e michelangelo blanco e resterete scioccati.

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  • bettely1313

    14 Giugno 2015 - 11:11

    cmq le lettere anonime vanno interpretare, perché se è vero che chi le scrive sa certamente la verità sulla scomparsa e morte di Yara; come siano andati i fatti però queste due persone non la raccontano giusta. Già dopo pochi giorni dall'arresto di Bossetti, due persone hanno tentato di scagionare Bossetti, ma gli inquirenti sia allora che questa volta smentiscono -non attendibile- troppo comodo.

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  • bettely1313

    10 Giugno 2015 - 10:10

    allora la prova regina, il DNA di Bossetti? E' come sempre pensato e detto; su Yara non esiste nessun DNA sugli slip della ragazzina e tanto meno di Bossetti. Alla luce di queste lettere ci sarebbe tanto da dire, per lo spazio concesso non è possibile, vale la pena ricordare la sarabanda del furgone di Bossetti che girava e girava attorno alla palestra. Gira e rigira si torna sempre al cantiere.

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  • diaboliko

    10 Giugno 2015 - 00:12

    hahahahahahahahahahahahahaha......che pena questa famiglia!

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    • sinceramente

      10 Giugno 2015 - 09:09

      Vai a ridere in cesso così ti confondi con gli altri rumori. Sei tu che fai pena!!

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