Cerca

Il parziale dossier della Caritas

Gli stranieri una risorsa? Macché: ci costano 40 miliardi l'anno

Gli stranieri una risorsa? Macché: ci costano 40 miliardi l'anno

Come ogni anno, la Caritas Migrantes ha presentato il suo rapporto annuale sull’immigrazione. Come sempre il documento ha ricevuto «fraterna» accoglienza da parte di quasi tutti gli organi di informazione che contano, che gli hanno così conferito una sorta di ufficialità, di insindacabile verità. È - come sempre - piuttosto strano che sia una struttura privata a «dare i numeri» sull’immigrazione, invece di uno dei tanti organismi statali che si occupano della materia. Dov’è - ad esempio - il Ministero che era stato inventato per «valorizzare» la simpatica signora Kyenge? La Caritas non è al di sopra delle parti, non è l’arbitro del gioco ma uno dei giocatori e - come tale - ci mette del comprensibile settarismo. Prendere per buoni i suoi dati è come farsi certificare la velocità da un automobilista, magari col piede un po’ pesante.
Quest’anno la presentazione del Dossier capita in un momento un po’ sfigato, nel bel mezzo della bufera giudiziaria che (finalmente) sta devastando il peloso mondo dell’accoglienza e del business dell’immigrazione. Naturalmente l’organizzazione ecclesiale è al di sopra di ogni sospetto (a parte l’incidente del presidente della Caritas di Trapani accusato di concussione e reati sessuali «multiculturali») ma suona pur sempre beffardo che in un turbinio di scandali e porcherie collegate alla gestione dell’immigrazione ci venga a proporre i suoi soliti mantra quali fossero verità di fede.
Il primo e più gettonato è che gli stranieri siano un affare per l’Italia perché «rendono» più di quel che costano e perché rivitalizzano energie economiche che sembrano un po’ rilassate fra gli indigeni. Il dogma si basa sul calcolo secondo cui i foresti, che sono l’8,1% della popolazione produrrebbero l’8,8% del Pil. Già sui numeri c’è da fare qualche osservazione. Mancano dal conteggio i clandestini (c’è chi dice un milione) e non si valuta l’età media delle comunità: la percentuale di stranieri in età da lavoro è molto più alta di quella dei «vecchi» italiani. Non sarebbe più corretto fare un confronto entro la fascia dell’età produttiva, nella quale gli stranieri regolari sono circa il 12%? Ma il vero calcolo da fare riguarda dati con i quali la Caritas si cimenta solo parzialmente . Il conto va fatto sul contributo fiscale e previdenziale degli stranieri, dalla cui somma va detratta una lunghissima lista di voci: erogazioni previdenziali, spese sanitarie (ricoveri, operazioni, medicine, assistenza a parenti, pronto soccorso ecc.), quota parte della spesa per l’istruzione (i fruitori stranieri del servizio scolastico sono circa il 10% in rapida crescita), quota parte della spesa per la gestione di ordine pubblico, giustizia e detenzione (circa un terzo del totale), rimesse legali e clandestine, insolvenze nei pagamenti di servizi, quote di ammortamento dell’edilizia popolare affidata a stranieri, costo dell’accoglienza (che la Caritas conosce in dettaglio), oltre ad alcuni altri parametri di più difficile quantificazione, come le attività illegali e il costo sociale dei comportamenti asociali di molti ospiti. Anni fa, un conteggio approssimativo dava un peso dell’immigrazione gravante sui cittadini italiani di 30-40 miliardi l’anno: altro che «risorsa», altro che «ricchezza», altro che «vantaggio per l’economia italiana»!

di GILBERTO ONETO

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • zydeco

    11 Giugno 2015 - 13:01

    Dunque il reddito di cittadinanza non si puo' dare perche' non ci sono i 15 miliardi che ci vorrebbero, ma se ne spendono 40 per gli stranieri? Viva l'Italia.

    Report

    Rispondi

  • bfrizzante

    11 Giugno 2015 - 12:12

    ma per pagarli tutti perchè non portano a 70 anni l'età pensionabile?

    Report

    Rispondi

  • marco53

    11 Giugno 2015 - 12:12

    L'orda barbarica che sta devastando l'Italia sarà la nostra morte. Non sarà mai più l'Italia che abbiamo conosciuto. Uno sfascio senza fine che allontanerà l'Italia dal mondo civile, assimilandola all'Africa e al Medio oriente islamico. Sarà la fine della nostra civiltà. Grazie Comunisti, grazie Bergoglio!

    Report

    Rispondi

  • pegaso1048

    11 Giugno 2015 - 12:12

    Informate "bella ciao", presidenta, perchè pur essendo afferratissima di ideologia ben foraggiata è debole in Economia, tanto pagano sempre i soliti che si accontenterebbero di un paio di campi Rom o di accoglienza sotto il Suo grazioso nasino, sotto casa Sua!!! (democraticamente s'intende)!!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog