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Pedofilia

Monsignor Wesolowski, già ai domiciliari, ora è stato rinviato a giudizio

Monsignor Wesolowski, già ai domiciliari, ora è stato rinviato a  giudizio

L'ormai ex ecclesiastico polacco, Jozef Wesolowski, è stato rinviato a giudizio dal tribunale dello Stato di Città del Vaticano. La decisione è stata presa dal presidente Giuseppe Dalla Torre che ha disposto la prima udienza per l' 11 luglio. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha spiegato che "potrà essere pubblica", anche se data la delicatezza dell'argomento, "è possibile che il presidente del tribunale decida di svolgere le udienze successive a porte chiuse". Non è stato ancora stabilito se l'uomo sarà presente in aula e quanto durerà il processo. Sempre dalle ultime dichiarazione del portavoce, sicuramente dal primo processo non ci sarà da attendere una sentenza perché come ogni anno la pausa dei lavori coinciderà con il periodo estivo. 

I reati - L'uomo è imputato di aver posseduto dei materiali pedo-pornografici durante il periodo che ha trascorso a Roma dall'agosto del 2013 sino al momento del suo arresto il 22 settembre 2014. Inoltre è stato accusato di aver abusato sessualmente di minori quando si trovava nella Repubblica Dominicana nei cinque anni in cui ha ricoperto l'incarico nell'Ufficio di Nunzio Apostolico e delegato apostolico a Porto Rico. Il materiale probatorio conservato nel pc alla Casa del Clero di Via della Scrofa, riguarda il reato introdotto dalla legge n. VIII del 2013 di Papa Francesco. L'insieme verrà poi passato al vaglio dell'Organo giudicante per l'accertamento definitivo dei fatti, sia per le perizie tecniche sugli apparati informatici utilizzati e sia per eventuali forme di cooperazione giudiziarie internazionali per la valutazione delle prove testimoniali.

Arresti domiciliari - Wesolowski è stato dimesso dallo stato clericale con una sentenza canonica della congregazione per la Dottrina della fede e si trova agli arresti domiciliari in Vaticano. Il monsignore condannato in un processo canonico ha subito già due interrogatori. Sono stati proprio queste lunghe chiacchierate a far decidere il rinvio a giudizio da parte dell'Ufficio del Promotore di giustizia cioè dal titolare e dai due sostituti, poiché tutti gli atti necessitano delle tre firme insieme. Dalla formulazione del rinvio a giudizio, sembra che Wesolowski sia inquisito in base al codice penale della Santa Sede, alla legge del 2008 sulle Fonti del diritto che sanziona i comportamenti gravi contrari alla religione e alla morale.

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