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Esame maturità, la gaffe del Ministero nella prova di italiano: "Minacce al fondamentalismo religioso"

Esame maturità, la gaffe del Ministero nella prova di italiano: "Minacce al fondamentalismo religioso"

La maturità quest'anno ha dato spettacolo. L'ansia degli studenti deve aver sicuramente contagiato anche il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca data la confusione che ha regnato nelle tracce della prima prova scritta di italiano. Dopo la svista per il tema artistico-letterario dove il quadro di Matisse è stato ri-soprannominato 'La lettrice in abito viola', anche il tema storico-politico è finito nell'occhio dell'uragano. Fra i documenti a disposizione degli alunni c'è un brano di Paolo Frascani, 'Il mare' che recita: "Le defaillances della politica e le minacce più o meno reali al fondamentalismo religioso fanno crescere la diffidenza verso la richiesta di integrazione avanzata da chi viene a lavorare dalla riva su del Mediterraneo...". Peccato che il testo originale sia un altro:"Le defaillances della politica e le minacce più o meno reali del fondamentalismo religioso fanno crescere la diffidenza verso la richiesta di integrazione avanzata da chi viene a lavorare dalla riva su del Mediterraneo". Il significato ne esce completamente stravolto e lo stesso autore ha provveduto a mandare una foto del testo originale a Radio 24, alla quale un ascoltatore aveva segnalato l'errore.

L'intraprendente - Il quotidiano on line nell'articolo di Gianluca Veneziani, riprende la svista del cambio di preposizione articolata 'al' con quella di luogo 'del'. Un errore sostanziale che cambia le parti in gioco. Secondo quest'ultima versione contorta, ad essere minacciato infatti è il fondamentalismo religioso che diventa la vittima, subendo le intimidazioni. Per Veneziani: "Dietro quell'errore grammaticale, dietro quell'uso improprio del linguaggio o più probabilmente dietro il pressappochismo sconcertante dei funzionari ministeriali, si cela tutto un orizzonte culturale e geopolitico". Nel passo di Frascani si evince che "la colpa di questa 'diffidenza' verso i migranti sia delle 'élite modernizzanti' d’Italia che non sono state capaci a eliminare del tutto il retaggio delle separazioni e delle paure che ci avevano allontanato dalle coste del nostro Paese; anzi hanno contribuito a creare l’immagine di un mare che, anziché unire, erige nuove barriere tra la nostra e le altre sponde". Secondo l’autore, le responsabilità di questa cesura e di questa contraddizione sarebbero, delle classi politiche italiane e, più in generale, occidentali, restie ad accogliere i disperati del sud del mondo e a farci mettere "in sintonia con le lotte per la decolonizzazione del mondo islamico". In conclusione per il Miur e per Frascani, è sparita la capacità di solidarizzare con il mondo islamico approdato in Europa, di comprendere le sue richieste e di non avere la forza di difendere le convinzioni religiose radicate.

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Commenti all'articolo

  • carlozani

    18 Giugno 2015 - 19:07

    Miur e Frascani andate a'ca....e' ignoranti!!!.Non vi mai insegnato nessuno che lo scritto, prima di presentarlo va riletto?

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  • routier

    18 Giugno 2015 - 11:11

    I funzionari addetti si sono laureati con il famigerato "18 politico" ? (non è un'affermazione ma solo una domanda)

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  • ValeryMonaco

    18 Giugno 2015 - 09:09

    Che ci sia di mezzo la solita manina santa? Quella dell'Inno di Mameli? Quella del falso in bilancio? C'è da pensarlo. In ogni caso c'è da chiedersi: ma le decine di esperti che il Miur chiama a raccolta per formulare i temi ... vengono pure pagati?

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