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La bastonata di Bergoglio

Papa Francesco, l'enciclica "Laudato sì": "Basta salvataggio delle banche facendo pagare il prezzo alla popolazione"

Papa Francesco, l'enciclica "Laudato sì": "Basta salvataggio delle banche facendo pagare il prezzo alla popolazione"

Davanti ai rischi legati ai cambiamenti climatici e alla prospettiva di possibili guerre per le risorse che si stanno esaurendo, per Papa Francesco "è arrivata l’ora di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti". È in queste poche righe la soluzione ai tanti problemi complessi analizzati da Bergoglio nella sua Enciclica "Laudato sì". Lo scenario disegnato nelle 190 pagine del testo è apocalittico: dopo le parole degli ultimi mesi sulla "terza guerra mondiale combattuta a pezzi", la denuncia di una possibile catastrofe ambientale provocata, teme il Papa, dallearmi nucleari, è molto esplicita: "La guerra causa sempre gravi danni all’ambiente e alla ricchezza culturale dei popoli, e i rischi diventano enormi quando si pensa alle armi nucleari e a quelle biologiche". Secondo Francesco, "è prevedibile che, di fronte all’esaurimento di alcune risorse, si vada creando uno scenario favorevole per nuove guerre, mascherate con nobili rivendicazioni".

I migranti - Per intanto pagano con le loro vite tanti migranti che fuggono, scrive, "la miseria aggravata dal degrado ambientale", mentre "purtroppo c’è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo".Il capitolo più atteso - in vista della Conferenza di Parigi del prossimo dicembre - riguarda i cambiamenti climatici che per il Papa sono una realtà. Sebbene ci siano anche altre cause (come lo spostamento dell’asse terrestre) è irresponsabile, afferma, non limitare in modo drastico le emissioni di gas serra che "numerosi studi scientifici» indicano come il fattore principale. "Ha inciso anche l’aumento della pratica del cambiamento d’uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalità agricola", denuncia Bergoglio per il quale mentre "il debito estero dei paesi poveri si è trasformato in uno strumento di controllo, non accade la stessa cosa con il debito ecologico". Mentre, "è necessario che i paesi sviluppati contribuiscano a risolvere questo debito limitando in modo importante il consumo di energia non rinnovabile, e apportando risorse ai paesi più bisognosi per promuovere politiche e programmi di sviluppo sostenibile".

Contro le banche - L'enciclica contiene anche un attacco preciso: "Il salvataggio a ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l'intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura". Il Papa auspica anche in questo campo un profondo cambiamento: "Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l'economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana. Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?", si domanda il Papa argentino.Spesso non si ha "chiara coscienza" che le "iniquità" nell'ambiente e nel modello di sviluppo colpiscono soprattutto i poveri. Il Papa chiede di "integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente", senza giustizia, è "impossibile ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri".

L'attacco ai politici - Nella sua Enciclica, Francesco smaschera i politici venduti e i media compiacenti. "La previsione dell’impatto ambientale delle iniziative imprenditoriali e dei progetti - scrive infatti - richiede processi politici trasparenti e sottoposti al dialogo, mentre la corruzione che nasconde il vero impatto ambientale di un progetto in cambio di favori spesso porta ad accordi ambigui che sfuggono al dovere di informare ed a un dibattito approfondito. La partecipazione - sottolinea il Pontefice - richiede che tutti siano adeguatamente informati sui diversi aspetti e sui vari rischi e possibilità, e non si riduce alla decisione iniziale su un progetto, ma implica anche azioni di controllo o monitoraggio costante. C’è bisogno - raccomanda - di sincerità e verità nelle discussioni scientifiche e politiche, senza limitarsi a considerare che cosa sia permesso o meno dalla legislazione". Per la prima volta, poi, in un’Enciclica sono formulta i consigli pratici su come ognuno di noi può aiutare la "custodia del Creato". Ad esempio andrebbe posto un freno al "crescente aumento dell’uso e dell’intensità dei condizionatori d’aria che rappresenta un "comportamento che a volte sembra suicida".  

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Commenti all'articolo

  • carlooliani

    20 Giugno 2015 - 08:08

    Ha detto una cosa giusta poiché le leggi attuali vanno in direzione opposta. Ha coraggio.

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  • carlozani

    19 Giugno 2015 - 18:06

    Papa Francesco deve andare piano a mettere le banche nell'occhio del ciclon,perchè anche il Vaticano ha una banca ;lo Ior ,alla guida del quale negli anni passati c'era Marcynkus che non era uno stinco di santo e che aveva rapporti con Calvi e la banda della Magliana senza contare gli intrighi di Palazzo con la sparizione di una ragazza mai più ritrovata .

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  • luckybonin

    19 Giugno 2015 - 10:10

    Si dice che la diplomazia sia l'arte del saper dire bene le bugie. Salvini certamente non è diplomatico.

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  • esasperata49

    18 Giugno 2015 - 19:07

    e porre un freno all'uso dei condizionatori, ma mettere un freno alle nascite con l'uso degli anticoncezionali nei paesi poveri no....... non ne possono mantenere 1 e ne mettono al mondo un numero imprecisato.anche questa può essere vista come una catastrofe.

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