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Complotti pontifici

Papa Francesco, fuori e dentro le mura vaticane solo nemici: da chi deve guardarsi Bergoglio

Papa Francesco

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Il Vaticano ha senza dubbio uno dei Papi più riformisti degli ultimi decenni. Con la sua politica di apertura verso i divorziati, gli omosessuali e via via tutte le categorie sempre emarginate dal mondo cattolico, Bergoglio si è guadagnate molte simpatie fra i credenti. Ma anche molti nemici fra gli alti prelati. Vescovi, cardinali, membri della curia: dal Canada alla Germania, dall’Italia all’Africa, Papa Francesco deve guardarsi le spalle da molti “nemici”. E di certo non hanno aiutato a distendere i toni le sue azioni decise, che si possono così riassumere: “se non segui la mia linea riformista, ti sposto e ti sostituisco”. D'altronde può farlo, è lui il capo supremo della Chiesa cattolica e garante dell’Unità, ma il fatto che possa non vuol dire che vada a genio ai suoi colleghi. E così, come riporta Il Fatto Quotidiano, ecco un elenco dei principalio avversari dell’argentino in abito bianco.

Nemici in casa – Primi fra tutti ci sono senza dubbio Tarcisio Bertone e Camillo Ruini. Il primo è l’ex segretario di Stato, che con Benedetto XVI gestiva gli affari terreni della Chiesa e soprattutto i rapporti con la politica. Non in modo congeniale a Bergoglio, visto che quasi subito lo ha sostituito con Pietro Parolin. Ruini invece è stato per vent’anni il presidente della Cei, e ora è in profondo disaccordo col Papa soprattutto sulle unioni civili e sul’Eucarestia per i divorziati. Da non dimenticare l’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, che da tutti era dato come favorito per succedere a Ratzinger e che riflette in pieno la filosofia conservatrice di Comunione e Liberazione. Un nemico particolarmente potente è invece Angelo Bagnasco, attuale presidente della Cei con un mandato che finirà fra due anni. Per arginare la sua ascesa Bergoglio ha prima nominato un segretario generale della Cei che smontasse la sua politica, Nunzio Galantino, e ha poi istituito l’assemblea annuale dei vescovi.

Nemici “stranieri” – C’è poi una folta schiera di porporati non italiani che può essere riassunta in questi nomi. Primo fra tutti Gerhard Ludwig Muller, prefetto della congregazione della dottrina della fede, considerato un reazionario da tutti i bergogliani. Poi vi è Raymond Leo Burke, nominato dal Papa patrono dei cavalieri di Malta in modo che non possa dare troppo fastidio. Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto, rappresenta con la sua porpora la voce dell’Africa e dei conservatori più convinti. Quando si parlava di “Papa nero” ci si riferiva a lui. Infine Marc Ouellet, prefetto della congregazione dei vescovi, è un canadese amante dei canti gregoriani che si vede sistematicamente bocciati tutte le nomine a cardinale che propone.

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Commenti all'articolo

  • gcura42

    07 Settembre 2015 - 15:03

    Sono sempre stato rispettoso della Chiesa e dei Suoi rappresentanti ma questo Papà supera ogni limite e NON merita nulla a volte non sa nemmeno cosa dice,è' limitato,meno male che da qualche tempo legge ciò' che altri gli preparano,se andasse a braccio si renderebbe ridicolo.Che disastro!

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  • marystip

    07 Settembre 2015 - 12:12

    Non ce ne frega niente di sapere chi sono gli amici o i nemici; resta il fatto questo papa è un cretino e per questo motivo piace tanto alla gggente.

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  • Jack46

    07 Settembre 2015 - 01:01

    Un tipico articolo di Libero, non voglio dire di cosa è fatto...

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  • IlPapocchio

    17 Luglio 2015 - 16:04

    Scusate ma chi ha scritto questo "articolo", Paperoga?? Muller, che al tempo di Benedeto XVI veniva criticato per le sue posizioni aperte e progressiste, nemico del Papa? O il prefetto Sarah, nominato da poco proprio da Bergoglio (che qualsiasi vaticanista e non sa che svolge il suo pontificato con molta fermezza e autorità), nemico del Papa? E infine, Scola un conservatore? Cambiare mestiere no??

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