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Napoli, Edenlandia: per i 54 operai non è più tempo di giochi

Napoli, Edenlandia: per i 54 operai non è più tempo di giochi

Nel 1972 Mina con Alberto Lupo cantava Parole, parole, soltanto parole. La stessa canzone rischia di diventare oggi la colonna sonora del caso Edenlandia. Si era parlato di riassunzioni, si era parlato di annullare l'assegnazione alla New Edenlandia; si era parlato di una rapida riapertura. Eppure il parco divertimenti del capoluogo campano, dopo numerose promesse e frasi di bella speranza, si trova dal 2013 completamente bloccato e chiuso ai visitatori; le sorti dei 54 dipendenti sono come una pallina da tennis in uno scambio tra il comune da una parte e la cordata di imprenditori del progetto New Edenlandia, dall'altra.
A seguire in prima persona il caso e a combattere per esso c'è Massimo Taglialatela, segretario generale Uilcom, che in questi giorni ha dichiarato: "Per il futuro del parco giochi Edenlandia adesso servono fatti e non parole". Inoltre ci fa sapere che la risoluzione dei problemi non è riuscita a chi di dovere nei tempi promessi, si sperava infatti in una riapertura dello stabile per quest'anno, mentre invece parrebbe possa avvenire solo nel 2016. Gran peccato in quanto proprio il 19 giugno scorso ricorreva il 50° anniversario del parco, nato nel lontano 1965. Nello stesso giorno era presente anche il sindaco Luigi De Magistris che come tanti altri si è fatto carico dei problemi di cui sopra, entrando nella lista di chi ha fatto promesse che aspettano ancora di essere mantenute.

I disoccupati - Intanto il prossimo 7 luglio, scaduti i 75 giorni di mobilità avviata dalla New Edenlandia e finita la cassa integrazione, i 54 lavoratori senza lavoro, che il 24 aprile c.a. erano stati raggiunti dalle lettere di licenziamento, saranno a tutti gli effetti licenziati col rischio di non essere impiegati neanche alla nuova riapertura. A tal proposito Massimo Taglialatela sta combattendo per dare a quest'ultimi almeno un briciolo di umanità sperando in ammortizzatori sociali che secondo l'ente non sono disponibili e cercando una trattativa che preveda il loro impiego al momento della nuova inaugurazione. Da mesi però, l'unica occupazione di questi uomini è stata quella(di protesta) dello stesso parco; all'interno del quale non si respira più un'aria fiabesca ed a formare il classico vissero felici e contenti, ora sembrano davvero solo parole.

Il parco - Quando si parla dell'Edenlandia, molti pensano solo ad un parco divertimenti regionale in decadenza. Eppure esso è stato il primo parco a tema, sulla falsariga del californiano Disneyland, nato in Italia e per lungo tempo insieme alla Città della Domenica anche l'unico. Negli anni '70 ebbe un vero e proprio boom venendo anche pubblicizzato su riviste per bambini (come il fumetto Topolino) e non. Nel corso degli anni complice la costruzione di altri parchi giochi come Gardaland l'interesse per lo stesso andò scemando, restando comunque un punto di riferimento per il sud Italia. Nel 2011 la richiesta di fallimento da parte dell'Equitalia, dà il via a questa lunga odissea che ancora non ha trovato fine. Il tutto lascia molte perplessità e non pochi si chiedono come sia possibile che in una città come Napoli nessuno riesca a risolvere tale problematica. Il parco infatti potrebbe giocare un ruolo importante anche per il turismo; basti pensare al flusso di visitatori che strutture simili portano ai paesi e regioni ospitanti: Gardaland 3 milioni l'anno; Mirabilandia quasi 2 milioni; Magic Rainbow 1 milione. 

di Mirko Mazzola

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