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Helping, la start-up per trovare la colf da sogno: scattante, economica e in regola

Helping, la start-up per trovare la colf da sogno: scattante, economica e in regola

Costi, disagi, mancanza di mezzi o fiducia, problemi sindacali, lo spauracchio del fisco. A volte, il consiglio di un conoscente non basta a risolvere in modo sereno la «questione colf». L’universo che orbita attorno alle pulizie domestiche è diventato negli ultimi tempi una sorta di giungla. Come riuscire a incastrare tra lavoro, figli e impegni di ogni genere la lotta ad acari e polvere e non rischiare denunce, furti o contenziosi? Il meraviglioso mondo di Internet ha partorito la soluzione perfetta: «Helpling», start-up tra le più apprezzate, disponibile in 14 nazioni e in 13 città italiane (tra cui Roma, Milano, Torino e Verona). È un gioiellino di recente creazione che - sulla falsariga di Uber con autisti e passeggeri - mette in contatto casalinghe disperate, madri in carriera, uomini ignari di come funzioni una lavatrice con personale referenziato. Azzerando, per giunta, seccature burocratiche e lavoro nero.

Il meccanismo è semplice. Il sito web (www.helpling.it) non chiede che una registrazione. Chi sei, dove abiti, a quale numero potrai essere rintracciato. Poi il gioco è fatto: le porte si aprono e l’utente si ritrova squadriglie d’addetti alla pulizia a portata di clic. Il servizio è su misura: basta indicare il fabbisogno di ore, la metratura della casa da tirare a lucido ed eventuali servizi extra (come stiratura, pulizia di vetri, forno o tapparelle). Al resto ci pensa Helpling. Una piattaforma che non solo si preoccupa di inviare la richiesta del cliente all’addetto alle pulizie più indicato, ma addirittura risolve i problemi comunemente legati al discorso della fiscalità. Contributi, assicurazioni e tasse del caso sono comprese nella tariffa oraria (12,90 euro) indicata a caratteri cubitali sull’homepage del sito Internet, estremamente intuitivo e facile da navigare. «La nostra missione - si legge online - è permettere ai nostri clienti di godere finalmente del tempo libero senza doversi preoccupare delle pulizie domestiche». Senza cioè che ci si ritrovi a rimuginare sul quel vaso che vi sta tanto a cuore (sia esso della dinastia Ming o della zia Piera) che potrebbe essere urtato dal manico dello spazzolone e ridotto in pezzettini o sul portagioie che potrebbe scomparire.

Helpling, in casi di incidenti o furto, è pronta a risarcire il cliente che, nella rete online creata ad hoc, non è l'unico a godere. Se, infatti, la start-up riesce a rendere facile la vita di quanti non hanno intenzione di mettersi carponi per sfregare pavimenti, la stessa start-up riesce altresì a soddisfare le esigenze del proprio personale. «Vivevo a Berlino, tra ostelli diversi, senza sapere come sarei riuscita a mantenermi», racconta al sito Samantah Franchini, scappata dall’Italia per inseguire il sogno di diventare ballerina. «Poi un mio amico mi ha parlato del suo nuovo lavoro come addetto alle pulizie per Helpling così ho inviato un mio curriculum, superato i processi di selezione e cominciato a lavorare anch'io. Ora riesco a mantenermi, vivo in un appartamento, non più in una camerata», racconta la ragazza, entusiasta. «Lavoro molto spesso, a seconda delle disponibilità che decido di dare, bilanciandomi tra queste mansioni e i miei impegni di ballerina», conclude, facendo riferimento ad un mondo costruito, come in tanti altri progetti di ugual successo, su orari flessibili quanto personalizzati.

«Siamo in Italia dall’agosto scorso - racconta Alberto Cartasegna, managing director del nostro paese - E abbiamo già pulito più di diecimila appartamenti, reclutando centinaia di professionisti del settore o aspiranti tali. I dati, per giunta, sono in costante crescita. Il livello di soddisfazione mostrato dagli utenti italiani, certo non tecnologici ma sicuramente fedeli, è tra i più alti mai registrati».

di Claudia Casiraghi

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