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Rivoluzione agricola

Vincenzo De Luca incontra la Coldiretti: la Campania deve ripartire dall'agricoltura

Vincenzo De Luca incontra la Coldiretti: la Campania deve ripartire dall'agricoltura

Risparmiare e capitalizzare, il programma del neo governatore della Campania si può sintetizzare in queste due parole. Dopo aver infatti messo in vendita l'auto di lusso data in dotazione alla presidenza della Regione Campania ed averne presa una di cilindrata inferiore, Vincenzo De Luca, affronta nel suo primo tavolo operativo il tema dell'agricoltura.

Non un argomento qualsiasi e non a caso, ha voluto incontrare una delegazione di Coldiretti Campania guidata dal presidente Gennarino Masiello. La regione infatti corre il rischio di perdere i fondi europei del piano di sviluppo rurale 2007-2013; si tratterebbe di circa 400milioni di euro da restituire in quanto non spesi nella suddetta programmazione. Inoltre, De Luca vuole puntare sul reparto agricolo per il rilancio economico, occupazionale e imprenditoriale della Campania, così in merito al nuovo Pnr ha affermato che: "la Regione Campania promuoverà un’ampia consultazione con le organizzazioni del comparto agricolo per rispondere alle osservazioni pervenute dall’Unione europea sul Piano Sviluppo Rurale 2014-2020, con particolare riguardo alla ridefinizione dinamica e moderna della filiera, all'equilibrio aree interne e costiere, all'innovazione tecnologica, alle infrastrutture e alla tutela delle eccellenza agroalimentari della Campania". Masiello rende noto che si parla di un'opportunità che vale 1 miliardo e 820 milioni di euro e che per questo vanno evitati gli stessi errori del passato.

Mossa vincente? - Il neo governatore ha dimostrato ancora una volta di essere un uomo molto attento non solo alle problematiche regionali ma anche nazionali, che cerca sempre di fondere insieme per ricavarne il massimo vantaggio. Proprio in questi giorni infatti la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, è al centro dell'attenzione internazionale per la questione del latte in polvere. L'Unione europea ha infatti proposto di poter utilizzare il latte in polvere per la produzione di prodotti caseari. ''Il formaggio si deve fare solo con il latte fresco italiano, non possiamo portare alla chiusura un patrimonio di 36 mila stalle e 180 mila posti di lavoro'', è stata la pronta risposta del presidente Roberto Moncalvo. L'Italia solo nel 2012 ha fatto registrare 302.500 tonnellate di export (di cui 63.600 tonnellate acquistate dai francesi), per un valore che ha sfiorato i 2 miliardi di euro. La Campania vanta una storica produzione di formaggi famosi in tutti il mondo e quindi molto sensibile alla problematica. Alla luce di tutto ciò la mossa di De Luca si dimostra per niente casuale ma ragionata e tempestiva, la mossa di un uomo che vuole dimostrare (forse alla Corte Costituzionale che sulla sua governabilità dirà l'ultima parola), di essere l'uomo giusto al momento giusto.

Come si dice: Ai posteri l'ardua sentenza...

di Mirko Mazzola

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