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Le vocazioni calano, gli assegni no

Inps, "Fondo clero" in rosso: le pensioni dei preti ci costano 2 miliardi di euro

Dopo colletti bianchi e tute blu tocca alle tonache. Il setaccio dell'Inps non fa distinzioni e, soprattutto, non è privo di sorprese. L’operazione trasparenza è stata denominata «Porte Aperte». Prevede la pubblicazione di tutte le informazioni sui fondi speciali dell’Istituto. A questo giro è toccato alla Chiesa Cattolica.

Risulta che il «fondo Clero» che eroga la pensione a 13.788 ex sacerdoti, ha una gestione, dicono i collaboratori di Tito Boeri, «costantemente in passivo». Significa che i vitalizi erogati risultano, ogni anno, superiori ai contributi incassati. Una situazione ormai consolidata. Lo dimostra il fatto che lo sbilancio fra il 2002 e il 2015 è cresciuto da 56 e 115 milioni di euro. Il risultato finale è un buco patrimoniale di oltre 2,2 miliardi di euro che viene coperto dalla fiscalità generale (in poche parole tutti noi contribuenti). Inoltre emerge che il 72% dei sacerdoti in pensione gode anche di un altro assegno il cui valore medio è di circa mille euro al mese.

Una situazione abbastanza ingarbugliata che assegna ai sacerdoti una condizione particolare. Il fatto è questo: i contributi versati dai religiosi ancora in attività è fisso. Non è legato, cioè, alle variazioni di reddito. Tanto per capire, Per tutto il 2015 ogni sacerdote in attività verserà 1.699,92 euro cui dovrà aggiungere un conguaglio di 49,49 euro per ciascun anno 2013 e 2014.
Il versamento è uguale per tutti: dal prete di provincia fino ai cardinali. Anche l’assegno, però è prestabilito: 502,93 euro al mese. Essendo fisse le entrate e fisse anche le uscite è chiaro che la variabile è legata all’invecchiamento dei religiosi. Ma soprattutto al calo delle vocazioni per cui, alla fine, c’è un sacerdote che versa e tre che incassano. Vista la modestia dei contributi è abbastanza evidente che le gestione stia in profondo rosso.

Su questa situazione non ha inciso nessuna delle riforme fatte finora. Non la legge Dini che nel 1996 ripristinò il sistema contributivo pro-rata e nemmeno la Legge Fornero che lo rese obbligatorio per tutti. C’è anche da dire che l’ex ministro sarebbe molto contenta del sistema in vigore nel «fondo Clero». L’età pensionabile è stata portata a 68 anni già dal 2003 e l’anno prossimo salirà ancora arrivando a 68 anni e sette mesi. Un bel salto che, all’inizio dell’anno, era stato oggetto di un’interrogazione in commissione Lavoro della Camera. Nella sua risposta il governo ha convenuto sulla rilevanza del problema, sebbene in alcuni regimi siano già previsti requisiti più favorevoli. Ed ha anche annunciato che «l’Inps ha dichiarato fin d'ora di essere disponibile a valutare come diversificare l’adeguamento dell’aspettativa di vita in base alle specifiche caratteristiche dell'attività lavorativa».
Difficile, però, che il clero decida di passare al contributivo. Sul 60% pensioni con decorrenza successiva al 1999, spiega l’Inps, comporterebbe una decurtazione superiore al 50%. Significherebbe scendere a 250 euro. Un po’ poco veramente.

di Nino Sunseri

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Commenti all'articolo

  • QuattroCalzini

    QuattroCalzini

    25 Luglio 2015 - 23:11

    Scusate, clero o non clero, questo modo di esporre il problema non ha senso. È ovvio che la gestione del fondo sia in rosso. Con il calo del numero dei preti che pagano, in un sistema a ripartizione, si finisce in deficit. Questo non vuol dire che i preti non abbiano contribuito ed acquisito un diritto. Vuol semplicemente dire che l'INPS ha amministrato male i fondi. Informazione chiara per favore

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  • ursus spelaeus

    19 Luglio 2015 - 18:06

    e con l'otto x 1000 , cosa ci fanno ???? inoltre , il prossimo giubileo garantirà incassi record , per la maggior parte esentasse , ad una miriade di ostelli , conventi , congregazioni , e chi più ne ha più ne metta . E Il Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio , dove è finito ? la birra ????

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  • rufolo

    19 Luglio 2015 - 16:04

    Mi chiedo perchè, in base a un accordo stato-chiesa, dobbiamo pagare noi gli stipendi e pensioni ai preti. Ma che se li paghi il vaticano. Pagare questi ricchioni (per fortuna non tutti) affinchè insegnino la religione mi sembra una porcheria degna dell'italia. Inculcano stronzate ai bambini sin da piccoli. Lasciate decidere a loro, a maggior età, se vogliono imparare la religione. Sodomizzatori!

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  • frabelli

    19 Luglio 2015 - 13:01

    Questo è veramente troppo!!

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