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Riccione, parla l'infermiera che ha soccorso il 16enne morto per l'ecstasy

Riccione, parla l'infermiera che ha soccorso il 16enne morto per l'ecstasy

Voleva solamente condividere il suo dolore, la sua rassegnazione, con quella platea virtuale e spietata che è Facebook. Sarah Fabbri è una ragazza di 22 anni, studentessa in infermieristica al polo didattico di Rimini-Cesena dell'università di Bologna. Lei, ieri notte, faceva parte del team di medici e infermieri che hanno soccorso l'adolescente che aveva preso l'ecstasy nella discoteca Cocoricò di Riccione. Il team che ha tentato a lungo di rianimare il ragazzo, ma che si è dovuto arrendere all'elettrocardiogramma piatto del giovane. Sarah ha voluto sfogare la rabbia per l'impotenza sperimentata nella notte in un accorato post su Facebook; non si aspettava la valanga di polemiche e insulti ricevuti. In molti del personale sanitario hanno chiesto addirittura che vengano presi provvedimenti disciplinari nei suoi confronti, perché rea di aver parlato senza aver alcuna esperienza dalla sua. La ragazza, armata delle migliori intenzioni, ha descritto i terribili momenti vissuti, senza tener conto che il racconto da brivido, per la delicatezza del suo contenuto, avrebbe potuto urtare i sentimenti altrui. Non si può affidare ai social network, capaci solo di gridare, parole che andrebbero dette a malapena sottovoce.

Il post - Sarah Fabbri si è sfogata sul suo profilo Facebook con un post condiviso da migliaia di persone:

"Ho quasi sempre elogiato il mio mestiere per le tante soddisfazioni che da. Ma chi non è in questi panni non può capire cosa voglia dire dover rimanere impassibili e freddi quando ti trovi un ragazzo di 16 anni sulla barella della sala emergenza alle 4 di mattina in arresto cardiaco per colpa di una pasticca che non avrebbe dovuto prendere. E sei li che lo massaggi impassibile ma nella mente pensi “avanti forza reagisci”, ma nonostante l’ora e mezza di massaggio cardiaco l’onda di quel cuore che già da un po’ non batte, rimane piatta. E dopo aver fatto il possibile ci si arrende all’evidenza che l’alba che stai guardando tu, sfinito, lui non potrà vederla. E pensi ai suoi genitori che ancora non sanno di non poter mai più parlare con lui, litigare con lui, ridere con lui, festeggiare con lui.
Poi arrivano trafelati, sanno che il figlio sta male ma non che giace steso, freddo ed esangue su un lettino. E allora il medico glielo comunica e lì una delle scene peggiori a cui mai si possa assistere. I pianti, le grida, i malori… “rivoglio il mio bambino vi prego” e tu sei li che non puoi far niente se non continuare ad essere professionale.
Non siamo avvocati, non siamo banchieri, ne cassieri, ne muratori… per NOI il lavoro non finisce al marcatempo, ce lo portiamo a casa con tutti i risvolti che comporta. E mentre sei in macchina stanco per il turno di notte, distrutto per le scene a cui hai assistito, scoppi a piangere e scarichi finalmente tutta la rabbia che hai contro le ingiustizie che a volte riserva la vita.
SEDICI ANNI, CAZZO.
Io spero solo che un giorno si possa andare a raccogliere uno ad uno tutti quelli che fanno della droga un business, per poi chiuderli nel loro caro Cocoriccò e sganciare una bomba a mano che non faccia rimanere di loro neanche il ricordo.
Sono arrabbiata, sono stanca e sono triste perché il vostro caro Dio poteva donarlo a noi il potere di fare miracoli.
Salvare una vita umana è più importante del moltiplicare i pani e i pesci.
E VAFFANCULO, perché quando ci vuole ci vuole.
Riposa in pace angelo bello….
Sarah"

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Commenti all'articolo

  • il Cavaliere

    il Cavaliere

    21 Luglio 2015 - 20:08

    ha solo descritto una realtà scomoda ma condivisa da tanti, e non c'è esperienza che tenga quando intervieni per queste o altre situazioni (incidenti stradali, omicidi, suicidi), quando devi affrontare i genitori, i figli e dirgli che il loro caro non ce l'ha fatta e ti maledicono perchè non l'hai salvato, perchè non c'eri per fermarlo in tempo. Auguri Sarah, va avanti per la tua strada.

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  • cleo3357

    21 Luglio 2015 - 16:04

    Shara sei una grande ! Fergatene dei colleghi che dicono che non sei molto pofessionale. ok!!!! il lavoro che noi infermieri facciamo insegna ( forse ) ad un distacco in situazioni del genere , ma, non e detto che debba esser sempre così. Quindi brava, nel Tuo sfogo IO ho capito che hai un cuore GRANDE e la morte di un ragazino di solo16 anni e difficile d'accettare. Continua così. CIAO Cleo.

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  • eliotomb

    21 Luglio 2015 - 11:11

    Ha solo 22 anni, imbecilli, ci mette tutta la sua passione in quello che fa... lasciamole il diritto alla delusione e se è su facebook, pazienza. A te, Sarah grazie di esserci.

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  • salvio53

    21 Luglio 2015 - 09:09

    piena solidarietà a Sarah chi la critica probabilmente fa il proprio mestiere da impiegato sanitario senza entrare nei risvolti di un decesso di un sedicenne per droga. non cambiarti Sarah, non pensare a chi ti critica mantieni sempre questa tua "emozione" sii sempre umana non dar retta agli altri

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