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Sentenza

Giudice di Torino affida la bambina alla mamma lesbica e alla sua compagna

Giudice di Torino affida la bambina alla mamma lesbica e alla sua compagna

E' una sentenza storica quella del giudice del Tribunale di Torino, VII Sezione Civile, che respinge il ricorso del padre e  conferma "l'affido condiviso della minore con collocazione e residenza prevalente presso la madre". Considerando che la madre, ora, sta con una donna.  "Va ancora aggiunto - ha scritto il giudice - che l' attuale relazione della signora le ha causato una serie di conflitti relazionali, poiché la sua scelta affettiva non è stata accettata dai familiari. Dunque, pare potersi affermare che l' ambiente torinese le ha manifestato aperta ostilità". 

La nonna della bambina, come racconta oggi La Stampa, le ha tolto il saluto. Il suo ex compagno voleva che fosse che fosse fatta un'indagine psichiatrica. Il giudice ha citato il pronunciamento della Suprema Corte del 2013: "Alla base delle censure su un modello familiare composto da persone dello stesso sesso, non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l' equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale. In tal modo si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino". La mamma, alcuni giorni fa, sul suo profilo Facebook aveva scritto: "Ecco la pagella di mia figlia. Sono orgogliosa dei suoi progressi, del suo comportamento, della sua educazione, della sua voglia d' imparare. Questa è la pagella di una bimba che da quasi 3 anni è cresciuta da una coppia di donne. Per tutte le persone che credono che una famiglia non tradizionale possa essere cosi traumatica... Scusate, ma per noi è una gioia immensa".

Secca la replica del padre, per voce del legale Arianna Scavone: "Non siamo contenti. La signora ha portato via la minore senza richiedere il consenso. È andata a vivere lontana, in un contesto in cui crediamo si possa creare della confusione". Due donne sarebbero sinonimo di confusione? "Il problema non è che sono due persone dello stesso sesso. Ma il fatto che il padre finisca ai margini". Nella decisione potrebbe aver influito un altro fatto: ossia che il padre per alcuni mesi non ha pagato gli alimenti. "È successo solo perché aveva perso il lavoro", replica l'avvocato Scavone.  Il giudice ha disposto che "il padre possa incontrare la minore un fine settimana al mese, alternativamente un mese recandosi egli stesso nel paese di residenza e l' altro mese in cui sarà la madre ad accompagnare la minore a Torino, nonché la metà delle vacanze natalizie, le intere vacanze pasquali e per 3 settimane, anche non consecutive, nelle vacanze estive".

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Commenti all'articolo

  • bizio49

    23 Luglio 2015 - 22:10

    si indaghi su quel giudice, se ha avuto anche Egli dei problemi. mi sembra una sentenza che rasenta l'assurdo.

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  • belzebù

    23 Luglio 2015 - 20:08

    Si vuole estromettere la figura paterna, simbolo di maschilità e di differenza sessuale.Fa parte del progetto mondiale di azzeramento dei generi.La figura paterna darebbe alla bambina la voglia di coprire il diverso da sè, quindi da adulta si sentirebbe attratta da una persona di sesso maschile e con chiare caratteristiche maschili.

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  • Pugile

    23 Luglio 2015 - 19:07

    Ecco perché vincerà l'Islam.

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  • michelangelo.coelo

    23 Luglio 2015 - 12:12

    Una sentenza storica per l'ignoranza e l'ideologia che la impongono contro il diritto (carta dei diritti del bam bino) della bambina a vivere con un padre ed una madre Purtroppo i danni che questa sentenza creerà alla bambina non potranno essere pagati dal giudice, perchè si vedranno solo dopo vari anni di sofferenza, come testimoniamo molti altri casi simili.

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