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Pericoli al mare

Meduse, tracine e ricci: cosa fare in caso di puntura

Arriva agosto, il mese delle vacanze e dei bagni in mare. Un sollievo in queste settimane di grande caldo, che però può nascondere qualche insidia. Meduse, tracine e ricci possono infatti rovinare una giornata al mare.

Tutti siamo stati colpiti, almeno una volta, dalle meduse. Vederle mentre si nuota è praticamente impossibile. Il dolore può essere da fastidioso a insopportabile, a seconda della superficie colpita. Leggenda vuole che facendoci la pipì sopra il dolore si attenui per la presenza di ammoniaca nell'urina. Ecco i consigli degli esperti della Società Italiana di Infettivologia pediatrica: lavare immediatamente e ripetutamente con acqua di mare l’area interessata per 15-30 minuti per diluire la tossina non ancora penetrata, asportare eventuali residui di tentacolo proteggendosi le mani o utilizzando oggetti come schede, tipo carta di credito. Dopo la disinfestazione con l’acqua di mare si può utilizzare bicarbonato. Creme antistaminiche possono essere utili per alleviare il prurito, ma sono fotosensibilizzanti: bisogna quindi applicarle senza esporsi al sole. Ecco cosa non fare: non usare l’ammoniaca perché aumenta l’infiammazione, evitare anche i disinfettanti alcolici, non grattare la zona dove è presente l’irritazione per non favorire la diffusione della tossina, evitare l’esposizione eccessiva al sole delle zone colpite per alcuni giorni.

La tracina è un pesce che presenta aculei (spine) sulla sua pinna dorsale che, penetrando nella pelle, rilasciano una tossina. Le aree in cui è più facile pungersi sono i piedi, camminando in acqua. Provoca un dolore molto forte subito dopo la puntura, che può durare anche ore ed estendersi all'intero arto. Come intervenire: occorre asportare dalla cute eventuali parti delle spine dorsali del pesce e, potendolo fare, mettere la parte interessata dalla puntura in un contenitore con acqua calda-bollente al limite della tollerabilità per circa 30-60 minuti allo scopo di inattivare la tossina.Il calore infatti distrugge il veleno. Da evitare ghiaccio o acqua fredda, che peggiora le cose.

I ricci solitamente vivono su fondali rocciosi poco profondi, in nicchie riparate scavate negli scogli. Se si calpestano, le spine, che sono fragili, si possono spezzare e rimanere conficcate nella pelle. Cosa fare: è consigliabile rimuoverle, meglio se con una pinzetta o con un ago sterile, cercando di non spezzarle. Se non ci si riesce è possibile provare, dopo aver lavato e disinfettato la zona colpita, a bagnarla con garze imbevute di acqua e aceto (scioglie i residui di spina). Non scavare intorno alle spine nel tentativo di rimuoverle e fare in modo che l’aculeo non si rompa dentro la ferita perché ciò renderebbe più difficoltosa la sua rimozione. La lesione guarisce rapidamente ma nel caso in cui subentri un’infezione è necessario ricorrere ad una terapia antibiotica.

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