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Lo scandalo

Pompei, gli scavi rimangono chiusi: riunione sindacale, oltre 2mila turisti in fila

Pompei, gli scavi rimangono chiusi: riunione sindacale, oltre 2mila turisti in fila

Una dopo l'altra, duemila persone ad aspettare in fila davanti ai cancelli chiusi. È successo questa mattina a Pompei, dove gli scavi sono rimasti chiusi al pubblico a causa di una riunione dei sindacati Fp Cisl, Filp e Unsa. Nessuno era stato avvisato dell'assemblea, e turisti e tour operator sono rimasti per oltre un'ora e mezza con un pugno di mosche, ad aspettare che i cancelli aprissero. A risolvere la situazione è arrivato il soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia, Massimo Osanna che ha aperto personalmente i cancelli intorno alle 10.30 di questa mattina. In attesa, si diceva, più di 2mila turisti e tanta tensione. I lavoratori hanno adottato una soluzione inedita: lavoreranno a costi inferiori rispetto alle maestranze della Scabec (società in house della Regione Campania) cui sarebbero state assegnate le aperture straordinarie notturne del sito. Tonante il commento del ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini, secondo cui le azioni come quella di stamattina determinano danni incalcolabili: "Chi fa così, fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e soprattutto fa del male al proprio Paese".

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Commenti all'articolo

  • eziocanti

    19 Agosto 2015 - 08:08

    Qualcuno si meraviglia ancora di questa inefficienza ? I sindacati italiani, così come sono strutturati e gestiti, sono stati una delle cause del nostro declino; in Germania i sindacati hanno munto la vacca, qui da noi l'hanno uccisa. Se tutti i lavoratori dessero la disdetta all'iscrizione, avremmo tutti da guadagnare e i sindacalisti fannulloni e perdigiorno dovrebbero andare a lavorare.

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  • Karl Oscar

    25 Luglio 2015 - 08:08

    Cacciateli via a calci nel culo-sindacalisti compresi

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