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L'Italia e il terrorismo

Quel Libro bianco che nessuno ha letto e l'aereo del Piccolo Principe contro l'Isis

“Gli eventi successivi (alla Guerra fredda, ndr) hanno dimostrato che (...) aree del mondo che erano stabili sono divenute in breve tempo sede di orrende atrocità e di crimini contro l’umanità che si ritenevano sepolti per sempre”. Si apre così il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e per la Difesa, testo importante perché analizza e fornisce uno spaccato chiaro dell'attuale situazione internazionale e che suggerisce quali scelte dovrebbe intraprendere l'Italia per far fronte ai nuovi assetti globali. Peccato in pochi lo abbiano letto.


Allarme rosso - Al di là delle rassicurazioni della classe dirigente, il documento rappresenta una realtà generale tutt'altro che rosea: “Di fronte ad una situazione di crescente instabilità e insicurezza internazionale, quindi, vi è oggi per l’Italia un grande bisogno di affrontare con razionalità, metodo e lungimiranza il problema della sicurezza e della difesa del Paese”. Non “noi e l'Europa”, ma l'Italia: spetta al Paese ritagliarsi un ruolo che garantisca a se stessa e ai suoi cittadini incolumità da minacce esterne... di fronte ad una sfida sulla quale è necessario che “Governo e Parlamento s’interroghino”. Il Libro propone anche di trovare soluzioni per una migliore gestione del comando e della governance di FFAA impegnate in numerose missioni estere.


Immigrazione - Nell'analisi delle criticità che affliggono alcune aree del mondo (Mashreq, Sahel, Corno d'Africa), i traffici illeciti di armi ed esseri umani dell'Africa sub sahariana sono uno dei fattori di maggiore preoccupazione. Ancora: “La mancanza di strutture statali in grado di tutelare adeguatamente le condizioni di sicurezza interna di questi Paesi rende possibile che da essi si proiettino fattori d’instabilità verso l’area mediterranea, specialmente in termini di migrazioni di massa, di traffici illeciti e di penetrazione di affiliati al terrorismo internazionale”. Che esista un nesso fra sbarchi, neo schiavismo e finanziamento di attività terroristiche appare piuttosto chiaro, al di là delle scelte del Viminale che sembrano non tenere conto del segnale d'allarme che emerge dalle pagine del Libro. Secondo Mattarella “tutti sono nel mirino: è nel mirino qualunque paese che si batta per la tolleranza, la civiltà e il rispetto delle vite umane”. Nel mirino dei terroristi, per intenderci. Da Malta, il Presidente della Repubblica ha così replicato alla stampa che domandava se l'Italia fosse oggetto di un'offensiva fondamentalista. Belle parole, certamente profonde, ma che non riescono a delineare l'iter (sempre esista) del Governo per il contenimento delle minacce esterne.

Anche l'Isis trova spazio nell'indagine del Ministero della Difesa e i termini coi quali se ne parla sono piuttosto inquietanti: “Fenomeni quali quelli del Califfato (...) ci impongono di guardare a tali eventi con preoccupazione”. Gli attentati rivendicati da Al Qaeda sembrano ormai un lontano passato: azioni mirate, eclatanti, di estrema gravità, ma automaticamente connesse dall'opinione pubblica alla diretta partecipazione occidentale a conflitti ed interventi militari. L'autobomba del 12 novembre 2003 ha suscitato negli italiani orrore e commozione; le immagini dell'Expo, di Roma e di Milano accompagnate dall'hashtag #IslamicState hanno spostato l'attenzione e la paura ai confini nazionali.


Petit Prince - “Anticipare, impedire ed eventualmente gestire eventi che dalle situazioni d’instabilità si possono generare in termini di minacce e attacchi alla nostra integrità nazionale, alla nostra sovranità ed ai nostri interessi vitali” continua il documento, sottolineando come stavolta, più che l'integrità di una base all'estero è in discussione quella del Paese. E noi? Siamo pronti? No. Basti pensare che l'Aeronautica Militare (che ad oggi vanta fra i migliori piloti al mondo) è stata inviata a contrastare l'Isis con Tornado equipaggiati di strumentazione ottica. L'aereo del Piccolo Principe, insomma: Antoine de Saint Exeupery, nel luglio '44, fu abbattuto proprio mentre era in volo su un aereo da ricognizione con apparecchiature fotografiche. Ma erano altri tempi: l'allora “asse del male” si ritirava su tutti i fronti e lo scrittore francese, malato, era alla sua ultima missione di volo. Nel 2015, al contrario, siamo all'inizio della campagna militare che deciderà non soltanto la stabilità del Mediterraneo ma anche il nostro futuro in un mare non più nostrum. E ce la giochiamo coi piedi in due staffe: l'aereo militare... disarmato. La solita, pavida, italica prudenza.

di Marco Petrelli
@marco_petrelli

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