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Farsa in Parlamento

Intercettazioni, la legge pasticcio che manda in carcere i giornalisti. Il governo: "Presto un salva-Iene"

Intercettazioni, la legge pasticcio che manda in carcere i giornalisti. Il governo: "Presto un salva-Iene"

Il pasticcio sulla legge anti-intercettazioni rischia di portare con sé una norma "salva Iene". È il frutto, surreale, di quanto accaduto in commissione Giustizia della Camera nelle ultime ore. Si comincia con l'approvazione di un emendamento di Area Popolare Un grosso pasticcio. Scoppiato all'improvviso. Nella notte la commissione Giustizia della Camera approva un emendamento di Area Popolare alla legge di riforma del processo penale che prevede pene dai 6 mesi ai 4 anni di carcere per chi diffonde riprese o registrazioni "fraudolente" (segrete). Di fatto, una "legge bavaglio" per la stampa, come denunciano i deputati del Movimento 5 Stelle.

L'imbarazzo del PdDonatella Ferranti, presidente Pd della Giustizia, e il collega (renziano) David Ermini giurano però che la stampa non c'entra, o meglio che verrà riscritto tutto inserendo un emendamento più preciso in cui "salvare" chi, come le Iene, Report e tanti altri programmi tv (così come web e carta stampata), vive di scoop realizzati anche grazie a registrazioni segrete, su fatti penalmente rilevanti e non. L'intento del governo, spiega Ermini, è quella di punire chi utilizzi intercettazioni segrete per ricattare o trarre altro profitto nei confronti della vittima. "Non parliamo dei fuorionda, ma della fraudolenza - puntualizza la Ferranti -. Oggi non c'è nessuna norma che tutela la privacy. Parliamo di conversazioni strettamente private che non hanno rilievo penale". La legge attuale, così formulata, però è molto generica e soprattutto il confine è labile, tanto che è lo stesso Ermini a dover ammettere che il giudice dovrebbe valutare "l'elemento psicologico per cui una persona intercetta un'altra".

Il ministro Orlando: "Cambieremo la legge" - Quando si andrà in Aula, spiega poi il ministro della Giustizia Andrea Orlando, verranno apportate le giuste modifiche: "Ho riserve di carattere generale, sulle sanzioni, ho delle perplessità, delle riserve e c'è una riflessione da fare. Non è l'orientamento del governo prevedere la galera per i giornalisti".

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Commenti all'articolo

  • Uchianghier

    Uchianghier

    26 Luglio 2015 - 11:11

    Non piace a certi politici essere beccato con le mani nella meringa più puzzolente.

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